Ustica, cosa fanno la guardia con l’uomo dietro e in che via sono?


Sono quasi certo che Agostino Caserta ricorderà anche il proprietario di quell’asino.

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COMMENTO

Dalla California Agostino Caserta

Siamo in Via S. Bartolomeo, il poliziotto e’ Scalici, che aveva sposato una usticese e padre del compianto Stano. La persona dietro non la riconosco, potrebbe essere un certo Sesto che tutte le sere alle 7  faceva il trombettiere e  suonava la ritirata per i Confinati davanti la Direzione di Polizia, ubicata proprio dove oggi esiste l’Agenzia Militello. Sembra comunque che e’ il momento di aprire il lucchetto di un cameroncino dei coatti. Il lavoro di Sesto ( che sulla mano sinistra ha gia’ alcuni catenacci )  in questo caso era di collezionare e trasportare tutti i catenacci dei cameroni e portarli in Caserma.

Sulla destra si nota il terrazzino Compagno con appena sotto un piccolo  magazzino che era il regno di Salvatore Compagno dove  gia’ da ragazzino era impegnato ad affilare le sue aspirazioni di ingegneria. Sul proprietario dell’asino non sono sicuro ma ci metto la mano sul fuoco che la botte di vino vuota che si vede a sinistra apparteneva a Vito Longo detto ” ‘U pazzu “.

L’asino era di Zagami e si chiamava Ciccio.

L’asino era di Zagami e si chiamava Ciccio.

2 thoughts on “Ustica, cosa fanno la guardia con l’uomo dietro e in che via sono?

  1. 0

    Siamo in Via S. Bartolomeo, il polizziotto e’ Scalici, che aveva sposato una usticese e padre del compianto Stano. La persona dietro non la riconosco, potrebbe essere un certo Sesto che tutte le sere alle 7 faceva il trombettiere e suonava la ritirata per i Confinati davanti la Direzione di Polizia, ubicata proprio dove oggi esiste l’Agenzia Militello. Sembra comunque che e’ il momento di aprire il lucchetto di un cameroncino dei coatti. Il lavoro di Sesto ( che sulla mano sinistra ha gia’ alcuni catenacci ) in questo caso era di collezionare e trasportare tutti i catenacci dei cameroni e portarli in Caserma.

    Sulla destra si nota il terrazzino Compagno con appena sotto un piccolo magazzino che era il regno di Salvatore Compagno dove gia’ da ragazzino era impegnato ad affilare le sue aspirazioni di ingegneria. Sul proprietario dell’asino non sono sicuro ma ci metto la mano sul fuoco che la botte di vino vuota che si vede a sinistra apparteneva a Vito Longo detto ” ‘U pazzu “.

  2. 0

    risolto l’enigma : l’asino era di Zagami e si chiamava Ciccio

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