Ustica e la “convivenza” con i conigli.


Di seguito la lettera che il Sindaco di Ustica, Dr Aldo Messina, ha inviato all’Assessore Regionale Territorio ed Ambiente dr Gianmaria Sparma, all’Assessore Regionale Agricoltura e Foreste dr Elio D’Antrassi, al Presidente Provincia Regionale di Palermo dr Giovanni Avanti ed altri avente per Oggetto:Interventi per mitigare i danni da fauna selvatica all’ecosistema di Ustica.

“Permangono, nonostante l’istituzione del tavolo tecnico che si è riunito il 29 novembre presso la Presidenza della Provincia Regionale di Palermo, le criticità più volte evidenziate da questa amministrazione e i danni all’ecosistema isolano.
Con la presente si vuole ulteriormente evidenziare che la superficie isolana consta di circa 800 ettari, solo 100 dei quali coltivati stabilmente. Si calcola che ogni appezzamento “ ospiti”, al momento, circa 5 conigli in continua riproduzione e moltiplicazione. Le culture sono distrutte da questi animali e la recente semina delle lenticchie di fatto è già vanificata.
La scrivente amministrazione si è dichiarata subito favorevole ad ogni soluzione ecologica, secondo quanto previsto dall’art 4 della L.R.33/97 e si attende ancora l’arrivo sull’isola dei funzionari della Regione Siciliana, anche se appare già evidente che la mancanza di fondi renderà improbabile in tempi brevi tale intervento.
Alcuni agricoltori hanno chiesto il rimborso per i danni subiti a causa dei conigli e dopo un “palleggiamento” tra Regione e Provincia la loro richiesta è stata cestinata. Per tale motivo si paventa un’azione legale di tutti gli operatori del settore ( “ Class Action”) con richiesta di rimborso dell’ effettivo valore di mercato della lenticchia ( attualmente 12,00 euro chilo) ben diverso da quello di rimborso comunitario che è di circa un euro chilo.
Non appare possibile peraltro differenziare il danno alla coltivazione da quello all’ecosistema. In quanto tutta l’isola di Ustica va considerata un unico ecosistema. I prodotti agricoli sono tutti autoctoni ( per assurdo a non esserlo sono proprio i conigli) e vanno protetti in quanto il rischio non è solo economico ma ambientale stante che la mancata coltivazione comporterà la scomparsa delle preziosissime lenticchie e cicerchie.
SI CHIEDE PERTANTO:
che la Regione si attivi immediatamente per porre in essere tutte le misure previste dalla legge 33/97 con programmi di cattura dei conigli ed allestimento di gabbie per i volatili.
IN ALTERNATIVA
1) Programmare un’azione di abbattimento di conigli e volatili divenuti stanziali ( colombi, cornacchie..).

2) Autorizzare ad Ustica, in coincidenza del prossimo calendario venatorio, un periodo di caccia più lungo, l’aumento del numero dei capi da abbattere, l’uso del furetto non escludendosi, seppur a numero limitato, l’ingresso di cacciatori non residenti.

3) Derogare alla norma che proibisce l’uso di reti di protezione a maglie strette in zone SIC e ZPS.

La nostra Comunità crede nello sviluppo ecologico del proprio territorio e molti giovani riconoscono nell’agricoltura il proprio futuro. Non chiedono per questo elemosine ma solo rispetto per il proprio lavoro e difesa di quell’attività che hanno ereditato dai loro genitori.
Le Isole Minori siciliane hanno puntato tutta la loro politica sul binomio Natura- Cultura. La difesa del nostro territorio è per noi al tempo stesso Natura e Cultura. Non mortifichiamole entrambe.”

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