Saluto le autorità civili, militari e religiose e i cittadini presenti oggi qui per celebrare la Festa della Repubblica.
Oggi, il 2 Giugno, non stiamo semplicemente celebrando una data sul calendario, né stiamo soltanto ricordando un evento straordinario confinato nei libri di storia.
Oggi festeggiamo l’atto di nascita della nostra comunità moderna: la scelta consapevole, libera e coraggiosa del popolo italiano di essere Repubblica.
Ottant’anni fa, l’Italia usciva dalle macerie della guerra e dalla dittatura.
In quel momento di profonda incertezza, milioni di uomini e, per la prima volta, di donne, si recarono alle urne.
Non scelsero solo una forma di stato; scelsero la democrazia, la pace, la dignità.
Diedero vita a un sogno che si sarebbe poi concretizzato nella nostra splendida Costituzione.
Cosa significa, oggi, celebrare la Repubblica?
Significa ricordare che lo Stato non è un’entità astratta o un palazzo lontano. La Repubblica siamo noi. La nostra Repubblica è una storia che si scrive ogni giorno:
È nei gesti quotidiani di solidarietà.
È nel lavoro di chi garantisce la nostra sicurezza e la nostra salute.
È nelle aule delle scuole, dove si formano i cittadini di domani.
È nella libertà di esprimere le proprie idee in maniera civile, un bene prezioso che troppo spesso diamo per scontato e talvolta anche dimenticato.
A noi che rappresentiamo le Istituzioni è affidato il compito più alto:
operare con disciplina e onore per rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza, lavorando instancabilmente al servizio della collettività.
Il nostro motore è l’articolo 3 della Costituzione, che ci ricorda come tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge, e affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza.
Questo è il nostro mandato, questa è la nostra bussola.
La Repubblica non è un monumento statico da ammirare; è un cantiere aperto.
Affinché rimanga viva, ha bisogno del nostro impegno quotidiano.
Ha bisogno che la memoria storica si trasformi in responsabilità quotidiana per affrontare le sfide del nostro tempo: la giustizia sociale, la sostenibilità, l’inclusione, la difesa dei diritti civili.
Oggi, guardando il nostro Tricolore, dobbiamo rinnovare quel patto di cittadinanza siglato nel 1946.
Un patto che ci unisce da Nord a Sud, pur nelle nostre straordinarie diversità culturali, paesaggistiche e umane, che sono la vera ricchezza di questo Paese.
Lavoriamo allora ogni giorno insieme per un’Italia che sia sempre più giusta, unita e fiera delle proprie radici, ma con lo sguardo fermamente rivolto al futuro e all’Europa.
Viva la Repubblica, viva l’Italia!
IL SINDACO
Salvatore Militello














