

Si comunica che giorno 20 Agosto la nave Sibilla, Palermo Ustica ore 06.30 e rientro ore 16.00 trasporterà merce pericolosa (GPL) per cui viaggerà con
Essere a dieta a Ferragosto è come andare in giro per saldi senza carta di credito: una follia.
A Salvatore Giuffria, a Maria Rossignuolo e a Salvatrice Spampinato i Migliori Auguri di Buon Compleanno ^^^^^^^^^^^^^ Oggi si festeggia l Assunzione di













Una risposta
Per conto di Vito Ailara
Ustica è stata sede di confino anche per i libici qui deportati. Furono 920 quelli arrivati nell’ottobre del 1911 e vi restarono sino al giugno successivo, ma 127 di loro, deceduti per malattie, furono sepolti in un terreno accanto al nostro Cimitero. Altri vennero più numerosi nel 1915 (alla data dell’8 settembre ve ne erano 1315): erano guerriglieri, mujãhidin, prigionieri della guerra del Fezan; anche 141 di loro furono qui seppelliti. Altri ancora giungeranno negli anni Venti, per lo più personaggi collaterali alla resistenza armata e notabili di primissimo piano tra i quali pascià, deputati, sindaci, alcuni per brevi periodi altri per anni. Tra questi Hussein Nori Pascià el Cueri, l’ufficiale ottomano Mohamed Alì Tantusc, il deputato ex sindaco di Bengasi Salah el Mehdui, «l’italianissimo» e «Cav. Uff.» insignito dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia Mohamed ben Ali Buzeid, il principino Hassan er Redà es Senussi nipote di Idris, il futuro re di Libia. Tutti in ottime relazioni con la popolazione e con le autorità locali. Dal 1989 e per oltre 20 anni Ustica ha visto lunghe teorie di libici al seguito di alti funzionari in pellegrinaggio al “Cimitero degli Arabi” inglobato al nostro, l’unico del genere esistente sulle isole italiane che ora richiama studiosi, organismi culturali e scolaresche impegnati nello studio di una pagina di storia caduta nell’oblio.
Vito Ailara Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica