Buon pomeriggio a tutti,
Rivolgo un saluto di benvenuto a tutti: ai turisti “diving” presenti come di solito in questo periodo, agli amici sportivi venuti ad Ustica per la 4° edizione della manifestazione “Fastpitch”, agli affezionati dell’Isola, agli ospiti ed ovviamente un saluto affettuoso a tutti i miei concittadini.
Oggi siamo qui chiamati a festeggiare la “Madonna Stella Maris”.
Per “par conditio” con le altre edicole religiose già festeggiate nei mesi scorsi, ricordo che questa fa parte delle edicole sacre definite costiere (le altre sono la Madonna della Croce che è quella del Passo della Modanna- ; San Francesco, situata sulla punta San Ferlicchio, zona Grotta Azzurra e l’edicola Maronnuzza situata lungo la costa di Tramontana, proprio sul ciglio dello strapiombo; quest’ultima si dice sia stata edificata nel luogo dove un tempo sorgeva una garitta di avvistamento, fu costruita dal Capitano Andrea Di Bartolo, usticese, in memoria di uno scampato pericolo ed è a breve distanza dal cimitero dell’isola.
Queste edicole sacre sono definite costiere perché (a differenza delle altre) rivolgono le spalle al paese o alla campagna e guardano tutte verso il mare ed è immaginabile che all’origine vi fosse al loro interno un segnale luminoso che denunciava la presenza della terra ai naviganti, quando ancora non c’erano i fari.
La Madonna Stella Maris, l’unica non custodita in alcuna edicola o nicchia, è la statua bianca della Madonna che si innalza su un piedistallo per essere vista da mare, al centro del giardino della Mezzaluna, digradante verso Cala Santa Maria, a protezione di marinai e naviganti.
La sua storia è recente, risale al 1986, ed è l’unico esempio usticese del legame tra Santi e Maestranze, assolutamente fuori tempo rispetto a quelli passati.
Alla Madonna dei marinai è dedicata una delle tradizioni religiose più coinvolgenti dell’isola: la festa del mare che si rinnova ogni primavera con il suggestivo rituale della benedizione delle acque durante la processione con i pescherecci attorno all’isola e con altri natanti al seguito dell’imbarcazione che porta la statua.
Non vi nascondo che questa è una ricorrenza che mi vede particolarmente coinvolto, come del resto vede coinvolti i nostri “Vecchi Pescatori” ed oggi anche i loro figli, oltre a tutte quelle persone che vivono il mare con le loro attività qui ad Ustica.
Un coinvolgimento, il mio, che viene oltre dalla vicinanza della mia famiglia alla categoria dei pescatori, essendo stato mio padre per diversi anni uno di loro, anche per il fatto che l’acquisto e la spedizione da Roma della statua la curò un mio zio che viveva nella città eterna.
Era il 13 marzo 1986 quando da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici veniva rilasciato all’ allora “Cooperativa Pesce Spada” il nulla osta per la realizzazione di “Un monumento Mariano a Protezione dei Marinai”.
Quindi una tradizione che si ripete da ben 39 anni e che ha visto coinvolti durante questo periodo, tutti o quasi, i pescatori che con tutte le difficoltà, da quelle economiche a quelle amministrative sempre più pressanti e stringenti, le hanno egregiamente superate per consentirci anche quest’oggi di essere qui presenti.
E sarà capitato a tutti coloro che vanno per mare, in cuor proprio, me compreso, che in un momento di difficoltà si è rivolta una preghiera, un pensiero, una ricerca di aiuto e conforto alla Madonna.
Quello che fa piacere è la presenza così numerosa di tutti voi, perchè ciò significa che i sacrifici dei nostri Padri e degli attuali pescatori non sono stati vani.
Ciò che rattrista, però, sono le “Assenze” di tutte quelle persone che fisicamente non sono più qui con noi: voglio ricordare Ninì D’angelo e la sua mitica barca “Silvana”; Vincenzo Caminita detto “u longu”; ricordo Giovanni Zanca detto “u calabrisi”; ricordo Vincenzo Caminita detto “u mancino”; ricordo Toto Caminita; ricordo Giannuzzo Zanca col suo grido “Viva Mariaaa”; ricordo Gioacchino Caminita detto “Iachinuzzo”; ricordo Gaetano Caminita detto “dinuccio”; ricordo i fratelli Caminita, Alfredo, Aldo, Franco detti “u slavo”; ricordo Arno’ Michele detto “rachela”; ricordo Michele Arno’ detto “u pavia”; ed ultimo che temporalmente ci ha lasciati, ricordo D’Angelo Giovanni detto “sciabbica” che non perdeva occasione di allietarci con la sua versione, ultimamente rivista e corretta, di “o sole mio”, …. purtroppo ce ne sono tanti altri “assenti” che hanno in qualche maniera contribuito a che questa tradizione giungesse ai giorni nostri.
Un ringraziamento rivolgo ai loro figli Giuseppe Caminita, Angelo “topone”, Felice “capacioto”, a Vito “vituzzo”, Umberto Caminita, Carmelo Zanca, Raffaele Petrossi, all’acquisito Roberto del Porticello e tanti altri che si adoperano affinché questa tradizione continui mettendoci del lavoro proprio.
Un ringraziamento particolare all’instancabile Giuseppe che con i suoi incitamenti “dai…dai..dai…” riesce a coinvolgere i partecipanti.
Mi è sembrato doveroso dare merito ai nostri “Padri”, compreso il mio volutamente non citato, e ringraziare i figli che hanno sulle spalle la responsabilità ed il dovere di proseguire nella strada faticosamente intrapresa 39 anni fa.
Adesso, riportate nei nostri cuori le “assenze”, rivolgo un ringraziamento a tutti per il Vostro supporto ed amore per Ustica, e nell’augurarvi un buon proseguimento di serata faccio voti alla Madonna Stella Maris affinché protegga tutte quelle donne e tutti quegli uomini che operano ed usufruiscono del mare, con l’auspicio che la stagione estiva appena iniziata sia foriera di successi per tutte le attività marinare ed affini e che sia principalmente serena e tranquilla, anche per i nostri graditi ospiti.
Buona serata e buon divertimento.
Il Sindaco
Salvatore Militello















Una risposta
… e l’assenza della Banda musicale, naturale corollario ad una festa, che dona allegria e evidenzia i momenti importanti della vita cittadine e religiosa di una comunità perchè non viene menzionata?
Suggerisco un momento di riflessione.