Le parole del Dott. Bonanno sono il riverbero di una realtà che, aldilà delle polemiche più o meno strumentali o di parte, mettono ancora una volta in luce due condizioni che rendono complicata e difficile la vita della popolazione usticese.
Una delle due è la difficoltà di pressione che, in talune circostanze – quella oggetto di questo commento ne è un triste esempio e come sembrerebbe essere storia comune delle cosi definite “isole minori” – coarta l’Amministrazione locale nei confronti dei centri di potere e la priva, quindi, della possibilità concreta di affrontare con sufficiente peso politico problemi gravi per la comunità.
Ma Ustica è una piccola isola ed il suo peso politico è evidentemente circoscritto dentro il suo ritorno elettorale.
L’altra è la comunità usticese che ha, purtroppo da qualche tempo, dimenticato il proprio legittimo potere di autodeterminazione e la propria capacità di manifestare, a supporto dell’Autorità comunale e con il supporto fondamentale di quella Autorità, con i mezzi che la democrazia e l’ordine sociale consentono, il proprio profondo dissenso per il trattamento che le viene riservato dalla superficiale valutazione dei fatti e delle circostanze – dalla strafottenza? – di quel potere centrale.
L’utilizzo di “moduli abitativi a mo’ di poliambulatorio imposto dall’Autorità sanitaria centrale e, per diretta responsabilità statutaria, dalla Regione Siciliana, malgrado l’interessamento attivo del Sindaco, del Vice Sindaco medico e, ritengo, del Capogruppo della maggioranza consiliare anch’egli medico, ampiamente riconosciuto e testimoniato dal Dott. Bonanno, sono la prova documentale della concretezza della prima condizione,
Il silenzio, poi, della popolazione di fronte alle difficoltà cui andrà incontro nell’immediato futuro in ambito sanitario è ulteriore testimonianza della consuetudine ad accettare passivamente ogni sopruso confidando nella buona sorte ed è la prova della seconda.
Una sorte che, con una visione razionale della realtà e una non fideistica del futuro, purtroppo, non potrà sorridere a lungo.
Sergio Fisco















2 risposte
Buongiorno caro Sergio (tanto per rimanere in tema), ottima analisi radiografica e conseguente giusta anamnesi delle condizioni di salute di come versa il malato, sempre più narcotizzato a dovere dal suo governante.
Forse è questo il motivo di tanto silenzio, o è magari la stanchezza di combattere, non saprei!
Ecco perché la “Signora Notarbartolo” sindaco, si recava con determinazione nei palazzi del potere, a battere i Suoi pugni sui tavoli dell’istituzioni.
Scuotere le coscienze è stato sempre un dilemma per chi è capace di vedere molto avanti, e gli duole il cuore nell’osservare la gente nel non fare nulla per la soluzione dei quesiti. Un grande abbraccio a tutti, Pietro Fiorito.
Dopo averci provato anch’io di recente proponendo la provocazione popolare del “cati” ovviamente del tutto ignorata, cari Sergio Fisco e Pietro Fiorito, penso sia inutile (e stancante) continuare a “pestare”; nel mortaio usticese irrimediabilmente ci sarà solo e sempre acqua …