Ustica: Progetto installazione catenarie Cala Santa Maria


[ id=6269 w=320 h=240 float=left] Abbandonare il progetto d’installazione delle catenarie nella Cala Santa Maria del porto di Ustica, predisporre un nuovo programma, basato sulla delimitazione dell’area di sicurezza concordata con la Capitaneria di Porto di Palermo, che prevede l’uso di corpi morti ed una azione comune tra le due amministrazioni al fine di sensibilizzare gli Enti Competenti per mettere in sicurezza realmente il Porto di Ustica con la realizzazione di un braccio di contenimento delle mareggiate. Sono i due obiettivi raggiunti con l’incontro svoltosi presso il Comune di Ustica, organizzato dal sindaco dell’isola, Aldo Messina ed al quale hanno partecipato anche il Vice sindaco, Giuseppe Caminita, gli assessori Anna Loriani e Giacomo Pignatone, i consiglieri comunali Bartola Martello, Felice Badagliacco e Giovanni Palmisano, il comandante della delegazione di Spiaggia Diego Baiata ,il maresciallo dei Carabinieri, sezione navale Ustica, Salvatore Di Maria il Comandante Ustica Lines Giuseppe Bertolino ed una nutrita compagine di cittadini di una ventina tra operatori portuali e pescatori.
“ Abbiamo già chiesto all’ufficio demanio la concessione dell’area portuale e grazie a questa riunione ritengo potere essere nelle condizioni di presentare un progetto condiviso da tutti- afferma il sindaco di Ustica Aldo Messina. “ Garantiremo il rispetto delle aree di sicurezza per i mezzi navali pubblici e per quelli delle forze dell’ordine e successivamente studieremo come sistemare io corpi di protezione. Successivamente affideremo a bando l’area ad un terzo soggetto che avrà il compito di vigilare l’area e di affidare i posti ormeggio che si calcola saranno circa 160. Incontrerò- conclude Messina- l’ammiraglio Francesco Carpinteri, comandante della Capitaneria di porto di Palermo lunedì prossimo alle 12.30 e relazionerò su questo incontro chiedendo la sua collaborazione perchè Ustica abbia un vero porto”.

One thought on “Ustica: Progetto installazione catenarie Cala Santa Maria

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    Ma…. Il molo di sovraflutto non era già stato studiato anni fa? tanti anni fa….! Poi, se non ricordo male, non si potè fare nulla a causa dei “reperti archeologici” che stanno a una cinquantina di metri di profondità…. e i “Verdi” ci misero il carico, bloccando tutto. Che è successo? hanno spostato i reperti?

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