Trascorsa è finalmente l’inclemente stagione, che con impetuosi venti e terribili mareggiate mi han costretta, ancora una volta “Sola e Confinata”.
Per fortuna e con grande puntualità giunge sulla mia spigolosa Terra l’Estate, portando con sé settimane di ustionante sole, ma anche di un fresco mare azzurro e trasparente, nonché di quel mio splendente cielo terso per il quale tutte le altre terre osano invidiarmi.
Questi non sono altro che alcuni dei miei elementi naturali, che offro con affezione ai miei estimatori, e lo faccio senza alcuna veniale ricompensa, e soprattutto mi presto a chi segnatamente si concede alla mia amicizia.
Son proprio Loro, assieme alle mie focose forme, che creano all’istante il risveglio delle vostre assopite sensazioni.
Così piano piano ma con decisione, “Esse” faranno breccia nella porta del cuore degli umani, e le emozioni una volta entrate brilleranno lì proprio dentro il vostro petto, solo dopo valuterete con calma quella singolare tempesta emotiva.
Dando così vita a tutti quei rari momenti che, se pur diversi fra di loro, saranno perlopiù più unici che rari.
In realtà voi tornate a trovarmi non solo per il mio limpido mare, ma anche per i miei profumi, per i miei sapori e per i miei sublimi silenzi di libertà, che disposti tutti insieme soddisferanno la grande voglia di tranquillità e di pace interiore.
Qui dentro il mio brullo periplo di tanto in tanto mi rendo volutamente astratta e libera, e lo concedo solo a chi con tanto ardore mi desidera fortemente.
Compiaciuta a volte mi diverto quando il vostro taciturno e curioso sguardo si sofferma per un attimo fra i miei stretti vicoli, dopo con tanta calma scivola via sottile sulle mie piccole viuzze.
È solo alla fine, che con sofferenza viene calcolata la gravosa salita che procede ahimè per la mia erta piazza, così posta di proposito in ascesa costringe gli occhi del visitatore a rimirar verso l’alto l’ammirabile Sacra Parrocchia.
Un dì sopra di me e per sempre albergheranno le anime dei miei amanti, e spazieranno senza confini fra fertili campi e sassosi muri, fra attente guardie e pungenti scogli, nonché fra nere grotte e bianche onde, e così come in una terzina dantesca rimarranno eteree a gioire per l’eternità.
Infine saranno gli intensi temporali che con le loro piogge torneranno a bagnarmi, e lo faranno non tanto per irrorare le mie terre assetate, ma per lavare con tanta cura quella mia ostinata anima ribelle, arsa soltanto dal selvaggio sapere che possiede la ragione.
Pietro Fiorito














