Mozione di revoca del Presidente del Consiglio Comunale di Ustica

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Gruppo Consiliare di Minoranza  

 

Al Sig.  Segretario Comunale  Ustica

 

OGGETTO:    Convocazione Consiglio comunale per discutere la proposta di deliberazione avente per oggetto “Mozione di revoca del Presidente del Consiglio Comunale ai sensi dell’art.25 comma 3 dello Statuto Comunale”

In riferimento all’oggetto si rappresenta, alle SS.LL. in indirizzo via pec , la mancata convocazione del Consiglio Comunale così come da richiesta formulata nei modi e nei tempi previsti dallo Statuto del Comune di Ustica da 2/5 dei componenti il Consiglio Comunale ( Consigliere Patrizia Lupo, Consigliere Caserta Carmela, Consigliere Caminita Felice, Consigliere D’Arca Francesco e Consigliere Mario Bellavista)  assunta al protocollo generale via PEC in data 27/4/2016 ed inoltrata a tutti i soggetti in indirizzo.

La convocazione disposta dal Presidente del Consiglio per giorno 05/5/2016 in violazione dell’art. 15 comma 2 dello statuto Comunale ha reso impossibile la discussione dell’argomento posto all’O.d.G.

A tale colpevole inosservanza dello Statuto non ha fatto seguito una nuova convocazione limitando di fatto le prerogative dei consiglieri richiedenti e rendendo ipso facto inevasa la proposta di deliberazione.

Al fine di evitare interpretazioni di stampo bizantino corre l’obbligo, nella qualità di richiedenti, precisare che la dicitura “Mozione di revoca” è pienamente legittima e non ci sono elementi che possano inficiarne la validità così come suggerito dal Segretario Generale a supporto di una paventa illegittimità dell’atto depositato.

La definizione dell’atto o “nomen juris”  non comporta l’irricevibilità dello stesso, similmente a quanto accade dinanzi al giudice nel caso in cui venga presentato un atto, definito in maniera errata, rispetto al quale il giudice stesso verifica quale sia la volontà effettiva del proponente.

La piena legittimità della mozione di revoca e la validità della conseguente proposta di deliberazione trova la sua origine negli art. 15 e 23 dello Statuto citato nella mozione stessa che compone la proposta di deliberazione.

Ogni interpretazione che possa in qualche modo tendere, per vizio, alla invalidità dell’atto consolida l’ipotesi che si incorra in eccesso di potere per sviamento nel momento in cui non si persegue l’interesse pubblico ma un interesse diverso.

Sicuri di un attento esame degli atti depositati e delle conseguenti determinazioni si invita il Presidente del Consiglio Comunale a predisporre quanto necessario allo svolgimento del Consiglio Comunale secondo le volontà contenute nella richiesta in oggetto invitando il Segretario a vigilare sul corretto svolgimento dell’iter procedurale e l’Assessorato agli Enti locali e la Prefettura affinché, per quanto di competenza, pongano attenzione che possa svolgersi secondo legge, regolamento e statuto quanto promosso dai richiedenti componenti il Consiglio Comunale di Ustica.

Ustica, lì 09/07/2016

Felice Caminita Capogruppo consiliare “ L’Isola”

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