Ustica, foto che indica il ritrovo del settebello


Ustica, foto che portava al ritrovo del settebello

Ustica, foto che indica il ritrovo del settebello

Concessione uso locale di via Refugio e denominato “ex Settebello” al Parroco Don Lorenzo Tripoli


Download (PDF, 1.12MB)

Ustica, veglione al Settebello 1960


Happy New Year to my friends and relatives from Ustica!  Angelo Palmisano
Ustica, veglione al Settebello 1960

Settebello – premiazione


[ id=19202 w=320 h=240 float=left] Non ricordo il nome della ragazza nella foto – Forse Miss Carnevale. Siamo  all’entrata del Locale Storico ” Il Settebello “.

I confinati andarono via da Ustica nel 1960. “Il Settebello” apri nel 1963 in uno dei vecchi cameroni adibiti a residenze dei coatti e di molti confinati politici avversari del regime. Il locale era più lungo che largo, è stato necessario qualche piccolo restauro, ma era sorprendentemente già abbastanza funzionale, dotato di gabinetto, con pavimento in cemento lucido ( stocco lucido ) e i tetti con capriate in legno massiccio di colore rosso lucido, molto belli esteticamente .

Il Locale nacque per essere bar/caffè, sala di giochi a carte e bigliardi ma in realtà con il passare del tempo fu molto di più, fu ricevitoria della SISAL, sede del Club tifosi della Juvebiliardi, fu sala da ballo, meeting, spettacoli, teatrini. Venne utilizzato anche per Battesimi, Cresime e perfino Matrimoni. All’occasione fu luogo di incontro e “chiarimenti” delle fazioni politiche locali di quei tempi, ma soprattutto fu la seconda casa e punto di incontro, per gli usticesi per ben 35 anni. Nel locale c’erano 2 bigliardi per giocare all’italiana, boccette, bazzica ecc.. e uno di carambola. C’era inoltre un tavolo da ping pong dove furono tenuti bellissimi tornei estivi e invernali; in un angolo c’erano anche due flipper e i bigliardini del calcio balilla. Molto belli i poster sportivi e le decorazioni che adornavano i muri del locale. IL Settebello, in sostanza, fu un precursore degli Sport-bar, con TV, oggi popolari soprattutto negli USA. Alla fine delle partite di calcio dei tornei locali la squadra vincente di solito andava al Settebello a festeggiare ed era già pronta la tavolata con tanta birra fredda in frigo. Carlo Natale, del Mulino detto Carrubba, occasione-scudetto-juvenovello nel gioco del pallone ma pieno di entusiasmo, era fra i primi, insieme a Piriché, ad arrivare alla “bicchierata” del dopo partita…

È d’uopo ricordare che “Il Settebello” così come ”Le Terrazze” dagli anni 70 in poi furono anche sale da ballo per il carnevale. Ma fu il canto del cigno, queste erano le uniche due sale superstiti ad Ustica; le sale da ballo nelle case private non c’erano più, erano già i primi sintomi della globalizzazione! La rivalità leale fra le due Sale-Comitive era incredibile . Facevano a gara a chi faceva più ” schiticchiate” (abbuffate) e le migliori maschere e le sale erano sempre a zeppo. La rivalità era al punto che i giovani mascherati delle Terrazze andavano a “spiare ” al Settebello e tornando dicevano : ” Era vuoto, poca gente !! ” .serata-danzante I mascherati giovani e meno giovani del Settebello facevano lo stesso, e quando tornavano al Settebello per dare soddisfazione ai vecchi dicevano “ I Terrazzi sunnu un mortoriu !! i Cristiani sunnu tutti cca’ !! ” ….Erano tempi in cui anche queste cose facevano “coreografia”…

La prima macchina da caffè fu piccola, ad un braccio, ma i cacciatori provenienti da Palermo sapevano dove andare per il caffè e i cannoli, ciambelle, gigi e cassatelle, nel periodo natalizio. Tutti dolci preparati da Nunzia giornalmente ed erano all’altezza della migliore tradizione della Pasticceria Siciliana. Fu il primo locale ad essere dotato di televisione pubblica e durante le partite dell’Italia i tifosi invece di vederle a casa preferivano il clima ” da stadio “ che si veniva a creare al Settebello. Nei mondiali del 1982 é bravo chi si ricorda quanti suppellettili andarono in frantumi durante la semifinale e finale …. Grandi emozioni ebbero luogo in quel locale che fu punto d’incontro degli usticesi per oltre tre decadi .

Controdanza naturalmente nella grande sala c’erano sempre tutti quelli che giocavano a carte come briscola, scopa, scopone, tresette, scala quaranta, 500, bridge ecc…. che, a quei tempi, erano forse gli unici passatempi dell’Isola. In inverno quando pioveva e gli operai non potevano lavorare andavano tutti al Settebello, non c’erano telefonini e il telefono del Locale all’ora di pranzo e cena squillava in continuazione: erano le mogli che chiedevano ai mariti : “si ci putianu calari a pasta !! ” ……

Il Settebello di Mario Caserta e Nunzia Petrossi fu il punto di riferimento degli usticesi per ben due generazioni. Chiuso il Settebello ne aprirono subito un altro : L’attuale ” Carpe Diem “, gestito da qualche anno, con zelo e professionalità, da Maxì Marchese e Claudio La Valle, è ormai una “icona” a livello nazionale e parte della storia contemporanea dell’Isola di Ustica… Coincidenza ?

Le uniche parole ora che vengono spontaneamente in mente sono di ringraziamento per Mario e Nunzia per avere avuto il “fiuto” del secondo locale e di aver lasciato, successivamente, la gestione a giovani capaci.

Grandi-schiticchiateIl “Carpe Diem” è considerato una delizia, specie d’estate, per il loro grande contributo nel campo dell’intrattenimento turistico e contribuisce enormemente a rendere l’isola di Ustica sempre più ricettiva, accogliente e verace.

Agostino Caserta 

 

Centro Studi: Il Settebello una possibile soluzione


In tanti siamo acora sbalorditi e rammaricati per la vicenda del Centro Studi, compreso me che sono un socio collaboratore dall’estero. Non mi dilungo in lamentele o nel cercare di scoprire perche’ e perche’ no, e’ troppo presto, queste riposte si avranno in futuro. Allora bisogna passare ai fatti. Qui e’ questione di essere pratici, di continuita’ e razionalita’. Non si puo’ andare indietro ammenoche’ non annullino la delibera ( cosa che potrebbe anche accadere… ) allora non rimane che guardare avanti e cercare e trovare la nuova Sede per il Centro e se si dovra’ pagare qualche piccola cifra di affitto, sono sicuro i Soci si autotasseranno. Esistono i locali dell’ex Settebello, che mi pare siano stati ristrutturati per ospitare un Centro Culturale, e l’edificio Settebello, guarda caso, non e’ un’edificio qualsiasi ma e’ un edificio storico quasi come quello del Vecchio Comune, luogo che ne ha viste di tutti i colori e di tutti i sapori – se i muri potessero parlare….. Fu Sede del dormitorio-alloggio di confinati per 60 anni e per 35 del Bar Settebello che vide crescere passo passo tre generazioni di usticesi che lo consideravano come loro seconda casa. Edificio che calzerebbe a pennello per il Centro. Non si puo’ fare tutto in 200 metri di Piazza. L’ubicazione dell’ex Settebello e’ terrificante, lo spostamento del Centro li significherebbe anche rivivacizzare la via S. Giacomo e la zona via Refugio e “rivalorizzarla” come ai tempi d’oro della Bottega D’arte Nino Bertucci, del famoso Settebello o dei confinati quando nella stradina c’era sempre un via vai di persone come fosse tutti i giorni San Bartolo. Accanto al Settebello esiste il magnifico Hotel Patrice, altro punto di supporto e di riferimento, e se ci sono degli scalini da salire, bisogna notare che quelli ci sono anche al Vecchio Comune.

Al ritrovo del Settebello


[ id=15528 w=320 h=240 float=center]

^^^^^^^^^^^

COMMENTO

Da Lorena Viperli

che bello poter rivedere angoli di quest’isola mai dimenticata!!!!!!!!!!Grazie grazie grazieeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!

Interrogazione urgente – Camerone ex Settebello


INTERROGAZIONE URGENTE CON RISPOSTA SCRITTA

 Al Sindaco del Comune di Ustica

e,pc a Sua eccellenza il Prefetto di Palermo

OGGETTO: Camerone ex settebello

I sottoscritti consiglieri comunali Felice Badagliacco e Giovanni Palmisano interrogano il sindaco per conoscere lo stato di agibilità del Camerone in oggetto.

In particolare si chiede se è stato richiesto ed effettuato il collaudo.

Da una prima visione effettuata dall’architetto Vincenzo Rubbio e lo scrivente Consigliere Felice Badagliacco si notano le capriate, vecchie di circa 70 anni senza interventi sostanziali, probabilmente non più idonee (imbarcate) a sopportare il carico del tetto tanto da generare pericoli per l’incolumità di eventuali frequentatori dell’immobile.

Avendo necessità di sfruttare detti locali ad uso pubblico si chiede alla SV se non ritiene di far effettuare una approfondita verifica tecnica prima di mettere il locale in oggetto a disposizione del pubblico.

Ustica 1° settembre 2012

Felice Badagliacco

Palmisano Giovanni

PROTOCOLLO COMUNE DI USTICA

3357 del 1° Sett. 2012

 

Settebello – ricordi…


[ id=8885 w=320 h=240 float=center]

^^^^^^^^^

Da Ustica Bartolina Giuffria

Caro Nuccio,
vedendo la foto del settebello, mi passano per per la mente bellissimi ricordi del carnevale, dove il divertimento e le abbuffate non mancavano mai.
Con me qui c’è Lia Bertucci, sorella di Nino, che ti ricorda con tanto piacere e affetto e  ti saluta.

Un abbraccio Bartola.

^^^^^^^^^^

Dalla California Agostino Caserta

Caro Mario, esiste gia’ un mio servizio ( ecco perche’ mi chiamavano Speedy Gonzales ) sul mitico “Settebello” datato marzo dell’anno scorso. Per leggerlo basta scrivere in questa pagina in alto a destra nella finestrina ” CERCA” , la frase ” Un locale da ricordare : Il Settebello ” o semplicemente Il settebello e cliccare.

^^^^^^^^^^

Da Palermo Mario Oddo

Fra le tante fotografie che il Sito con cadenza giornaliera pubblica in questo nostro “Ustica Flash Back Club” che ormai conta iscritti ogni giorno di più, mi ha particolarmente emozionato “entrare” di nuovo al “Settebello”. Ricordi a non finire in questo irrinunciabile punto di riferimento per residenti e “villeggianti”, bar-ritrovo e sopratutto Club della Juventus, con tanto di foto, quella di Furino in primis, tappezzeria, gagliardetti, bandiere e tant’altro rigorosamente in bianco e nero. “. Vogliamo far “rivivere” il locale attraverso qualche breve racconto, curiosità, aneddoto legato alla frequentazione di un tempo di questa “creatura” di Mario Caserta che con l’occasione saluto affettuosamente ? Personalmente, tra le altre cose, ricordo le interminabili partite a ping-pong… la diffusione musicale puntuale ed aggiornata con gli ultimi successi musicali dell’estate e … l’amaro bianconero in bella vista sul bancone del bar. Ciao ! da un Mario all’altro

P.S. (in risposta ad Agostino)

Caro Agostino, ti confesso che il tuo “servizio” a suo tempo mi era sfuggito; l’ho letto e gustato in tutta la sua completezza: in pratica sulla storia del Settebello hai detto tutto: lettura da consigliare. Spero comunque seguiranno altri contributi. Ciao

Carnevale


[ id=6565 w=320 h=240 float=center]

Carnevale al settebello


[ id=6414 w=320 h=240 float=center]

Partita a boccette


[ id=5388 w=320 h=240 float=center]

Un locale da ricordare… “Il Settebello”


bancone-barI confinati andarono via da Ustica nel 1960. “Il Settebello”  apri nel 1963 in uno dei vecchi cameroni adibiti a residenze dei coatti e di molti confinati politici avversari del regime. Il locale era più lungo che largo, è stato necessario qualche piccolo restauro, ma era sorprendentemente già abbastanza  funzionale, dotato di gabinetto, con pavimento in cemento lucido ( stocco lucido ) e i tetti con capriate in legno massiccio di colore rosso lucido, molto belli esteticamente .

Il Locale nacque per  essere  bar/caffè, sala di giochi a carte e bigliardi ma in realtà con il passare del tempo fu molto di più, fu ricevitoria della SISAL,  sede del Club tifosi della Juvebiliardi, fu sala da ballo, meeting, spettacoli, teatrini. Venne utilizzato anche per  Battesimi, Cresime  e perfino Matrimoni. All’occasione fu luogo di incontro e “chiarimenti” delle fazioni politiche locali di quei tempi, ma soprattutto fu la seconda casa e punto di incontro,  per gli usticesi per ben 35 anni. Nel locale c’erano 2 bigliardi per giocare all’italiana, boccette, bazzica ecc.. e uno di carambola. C’era inoltre un tavolo da ping pong dove furono tenuti bellissimi tornei estivi e invernali; in un angolo c’erano anche due  flipper e i bigliardini del calcio balilla. Molto belli i poster sportivi e le decorazioni che adornavano i muri del locale. IL Settebello, in sostanza, fu un precursore degli Sport-bar, con TV, oggi popolari soprattutto  negli USA. Alla fine delle partite di calcio dei tornei locali la squadra vincente di solito andava  al Settebello a festeggiare ed era già pronta la tavolata con tanta birra fredda in frigo.  Carlo Natale, del Mulino detto Carrubba, occasione-scudetto-juvenovello nel gioco del pallone ma pieno di entusiasmo, era fra i primi, insieme a Piriché, ad arrivare alla “bicchierata”  del dopo partita…

È  d’uopo  ricordare che  “Il Settebello” così come  “Le Terrazze” dagli anni 70 in poi furono anche  sale  da ballo per il carnevale. Ma fu il canto del cigno, queste erano  le uniche due sale superstiti ad Ustica; le sale da ballo nelle case private non c’erano più, erano già i primi sintomi della globalizzazione!  La rivalità leale fra le due Sale-Comitive  era incredibile . Facevano a gara a chi faceva più ” schiticchiate” (abbuffate)  e le migliori maschere e le sale erano sempre a zeppo. La rivalità era al punto che i giovani mascherati delle Terrazze andavano a “spiare ” al Settebello e tornando  dicevano : ” Era vuoto, poca gente !! ” .serata-danzante I mascherati giovani e meno giovani del Settebello facevano lo stesso, e quando  tornavano al Settebello  per dare soddisfazione ai vecchi  dicevano ” I Terrazzi sunnu un mortoriu !! i Cristiani sunnu tutti cca’ !! ” ….Erano tempi in cui anche queste cose facevano “coreografia”…

La prima macchina da caffè fu piccola, ad un braccio, ma i cacciatori provenienti da  Palermo sapevano dove andare per il caffè e i cannoli, ciambelle, gigi e cassatelle, nel periodo natalizio. Tutti dolci preparati da Nunzia giornalmente ed erano all’altezza della migliore tradizione della Pasticceria Siciliana. Fu il primo locale ad essere dotato di televisione pubblica e durante le partite dell’Italia i tifosi invece di vederle a casa  preferivano il clima ” da stadio ” che si veniva a creare al Settebello. Nei mondiali del 1982 é bravo chi si ricorda  quanti suppellettili  andarono in frantumi durante la semifinale e  finale …. Grandi emozioni ebbero luogo in quel locale che  fu punto d’incontro  degli usticesi per oltre  tre decadi  .

controdanzaNaturalmente  nella grande sala c’erano sempre tutti quelli che giocavano a carte come briscola, scopa, scopone, tresette, scala quaranta, 500, bridge ecc…. che, a quei tempi, erano forse gli unici  passatempi dell’Isola. In inverno quando pioveva e gli operai non potevano lavorare andavano tutti al Settebello, non c’erano telefonini e il telefono del Locale  all’ora di pranzo e cena squillava in continuazione: erano le mogli che chiedevano ai mariti  : “si ci putianu calari  a pasta !! ” ……

Il Settebello di Mario Caserta e Nunzia Petrossi fu il punto di riferimento degli usticesi  per ben due generazioni.  Chiuso il Settebello ne aprirono subito un altro : L’attuale ” Carpe Diem “, gestito da qualche anno, con zelo e professionalità, da Maxì Marchese e Claudio La Valle, è ormai una  “icona” a livello nazionale e parte della storia contemporanea dell’Isola di Ustica… Coincidenza ?

Le uniche parole ora che vengono spontaneamente in mente sono di ringraziamento per Mario e Nunzia per avere avuto il “fiuto” del secondo locale e di aver lasciato, successivamente, la gestione a giovani capaci.

grandi-schiticchiateIl “Carpe Diem”  è considerato una delizia, specie d’estate,  per il loro grande contributo nel campo dell’intrattenimento turistico e contribuisce enormemente a rendere l’isola di Ustica sempre più ricettiva, accogliente  e verace.

Agostino Caserta dalla California