Riconosco di appartenere al gruppo degli storici amici e collaboratori che negli anni si sono spesi offrendo la testimonianza del proprio impegno su UsticaSAPE per manifestare, sempre con stringente coerenza ai fatti, il proprio pensiero sugli annosi problemi di cui ha sofferto e soffre Ustica e di essersi adesso, una volta per tutte, convinto della mortificante vanità di quell’impegno. Ciò che ho scritto nel passato lo rivendico per gli obiettivi che si prefiggeva e definirlo oggi opera vana è una condizione che mi dà tristezza ma che scopro essere sostenuta da anni di mancate reazioni non soltanto da parte delle Amministrazioni che si sono succedute ma e soprattutto dalla popolazione, un tempo vigile e reattiva sotto la guida di una fascia tricolore, oggi supina e tollerante di fronte ad ogni forma di carenza gestionale della cosa pubblica frutto di circostanze diverse ma la valutazione delle cui cause meriterebbe una attenta e approfondita analisi.
Di questo “ultimo appello” di Pietro ho colto il senso di profonda amarezza; le sue parole evidenziano la drammatica presa di coscienza della perniciosa apatia usticese nei confronti del proprio stato presente e ancor più futuro; è la fotografia di una condizione sociale che non sembra potersi scuotere dalla colpevole tolleranza della evidente difficoltà amministrativa complessiva di agire con la necessaria fermezza e lungimirante tempestività sugli interessi collettivi. Ne sono un vivido esempio, aldilà del colossale problema dei trasporti, le carenze gestionali di diversa entità presenti sull’isola frutto tutte di una visione organizzativa decisamente migliorabile che affligge ma che continuerà ad affliggere gli Usticesi cui auspico una nuova e diversa capacità di valutazione oggettiva della propria realtà e la rinnovata voglia razionale di reagire alle difficoltà non limitandosi alla salvaguardia dei propri piccoli e particolari interessi ma con una visione ampia e responsabile del proprio futuro.
Sergio Fisco














