Ustica sape

Interessante e accurata intervista di Giuseppe Giuffria a Maurizio Palmisano

 


Caro Maurizio,

faccio seguito alla telefonata di ieri per procedere ad una mini intervista che mi serve  per pubblicare sul sito di Ustica sape una mia riflessione su ciò che occorrerebbe fare per suscitare nei ragazzi di Ustica quella curiosità necessaria per indurli a scegliere un percorso di studi che giudico virtuoso. Mi riferisco a studi di carattere scientifico che diano la possibilità di ottimizzare le doti personali per un inserimento proficuo sia nel lavoro sia, perché no, nel campo scientifico.

Comincio dunque con la domanda più ovvia ma importante:

1) in che modo hai deciso di scegliere le materie scientifiche c’è stato qualcosa o qualcuno che ti ha spinto/convinto a assumere questa decisione ed a quale età?

Fin dalle scuole media ho maturato la passione per l’aeronautica. Ho cominciato a comprare molti libri…e visto l’età anche modellini e giochi…sull’aeronautica.

Li ho letti, disegnati e giocati per molti anni finché un giorno, diventato adulto ho deciso di iscrivermi ad ingegneria aerospaziale. E’ stata la passione e la curiosità a muovere questa scelta più che i bei voti in matematica…e questa credo sia una cosa che dovrebbe essere tenuta a conto più di quanto non si sia fatto o non si faccia…avevo molti compagni al liceo con voti migliori dei miei nelle materie scientifiche che hanno avuto paura di fare ingegneria e di seguire magari i loro sogni per motivi più istituzionali e di tradizione che per altro (15 anni fare la sola parola ingegnere incuteva ancora timore ). Ingegneria è molto difficile ma con passione e buona volontà e un po’ di coraggio tutto è fattibile.

Ovviamente ringrazio la mia famiglia per avermi dato la possibilità di farla sostenendomi sempre senza se e senza ma.

A Torino il Politecnico ed ingegneria aerospaziale in particolare sono un istituzione…non avrei potuto perdere questa occasione.

Forse se fossi nato a Palermo avrei fatto giurisprudenza con l’obbiettivo di onorare i miei due miti Falcone e Borsellino…a volte ci penso…probabilmente anche il territorio a volte gioca il suo ruolo.

2) il corso di studi superiori è stato di carattere scientifico o classico?

Liceo scientifico G. Segrè, tra i più completi e difficili di Torino

3) il corso universitario è stato svolto presso il politecnico di Torino?

Politecnico di Torino, Ingegneria Aerospaziale

4) anno di laurea (tralasciamo il voto) tesi ed  età nel conseguimento;

Mi sono laureato nel 2009 (Ingegnere Magistrale in ingegneria aerospaziale – Laurea Specialistica) con una tesi dal titolo Progettazione, realizzazione e sperimentazione del sistema di raffreddamento per prove motore a terra di un velivolo elettrico.

Quella della tesi è stata la mia prima esperienza di ingegneria ‘da campo’…quello che sognavo da ragazzo. Era una tesi totalmente a carattere sperimentale e mi son trovato a fare attività pratiche in un hangar su aeroplani (http://www.skyspark.eu/web/ita/index.php). A corredo della parte teorica e dei calcoli mi son trovato a mettere mano in pista su un aeroplano che poi è stato portato in volo in una grande manifestazione da un pilota eccezionale e molto famoso come Maurizio Cheli (il primo astronauta italiano a bordo dello space shuttle con Guidoni nel 1996).

Esperienza e conoscenza eccezionale…come se il mio futuro si fosse palesato li…poi capirai perché.

5) come hai fatto ad entrare nel mondo del lavoro e da quanti anni lavori?

Dopo la laurea ho fatto ancora l’esame di stato e sono stato abilitato come ingegnere nell’albo. Da quel giorno ho preparato molti CV e ho girato (anche porta-porta) diverse aziende qui in Piemonte e mandato molti CV da internet…un giorno mi chiamarono…Dalla ThalesAleniaSpace (ex Alenia Aeronautica, per i torinesi un istituzione pari alla Fiat, https://www.thalesgroup.com/en/taxonomy/term/8003) una multinazionale leader nel settore aerospazio (basti pensare che il 40% di tutti i moduli pressurizzati della stazione spaziale internazionale sono stati progettati e costruiti proprio qui in Alenia a Torino).Ad oggi si divide quasi la metà di tutti i satelliti europei con l’altro colosso dell’aerospazio Airbus.

Lavoro qui da ormai 12 anni.

6) missione Bepi Colombo (so chi è stato) come sei stato coinvolto;

Sono stato cercato proprio per formare il team di BepiColombo che nel 2010 stava per entrare nella sua parte operativa…Noi in ThalesAleniaSpace ci occupiamo, nel mio reparto chiamato AIT (assembly-integration-test), di costruire fisicamente il satellite e ti testarlo nelle condizioni di volo prima di portarlo in campagna di lancio dove siamo responsabili delle finalizzazioni e installazione sul razzo. Il nostro cliente era l’Agezia Spaziale e Europe (ESA) e quella Giapponese (JAXA). Il satellite BepiColombo è stato fatto in cooperation con Airbus ed è considerato una corner-stone per l’agezia spaziale in quanto da fare mandatoriamente per la sua importanza per la comunità scientifica e per i suoi risvolti futuri. Sarà la prima sonda Europea e la mia complessa di sempre a investigare Mercurio, il pianeta più vicino al sole.

7) quale è stato il tuo ruolo nella sua preparazione e di cosa ti sei occupato esattamente;

Essendo stato un viaggio lungo 8 anni (un periodo anormale per un programma classico, ma la complessità di questo satellite non è paragonabile a quasi nulla fatto prima) mi sono occupato di davvero molte cose. Ti riassumo brevemente cosa significa e che cosa fa il reparto AIT. La vita di un progetto è di circa 10-15, il primo step è la proposta della comunità scientifica che in questo caso ha deciso di studiare per la prima volta con strumenti moderni il pianeta Mercurio, l’ESA e JAXA hanno accolto la richiesta e bandito una gara vinta da Airbus e ThalesAleniaSpace che hanno avuto mandato di sviluppare il progetto. Il tutto viene ingegnerizzato e modellizzato prima di essere prodotto. La complessità del progetto ha previsto 2 campagne di test, una su un modello chiamato STM (Structural and Thermal Model) e una a seguire sul PFM (Proto Flight Model…il modello che è stato lanciato). Con la prima si valida la struttura e parte del controllo termico senza le unità di volo, con il secondo si costruisce la nuova struttura validata e la si equipaggia con tutte le unità e la si lancia. Io le ho seguite entrambe. Un satellite sembra un oggetto fantascientifico creato da robot in laboratorio (almeno io lo immaginavo cosi), in realtà siamo noi dell’AIT che lo assembliamo fisicamente in ogni suo pezzo, dalla struttura nuda, fatta tipicamente da pannelli sandwich di alluminio e parti di strutture in carbonio, a tutte le unità (computer di bordo, propulsione, unità avioniche, antenne, unità scientifiche come ottiche e strumenti di misura, pannelli solari, cablaggi e tuberie) e questo lavoro viene effettuato in cosiddette camere pulite (clean room controllate in temperatura, umidità e contaminazione) dove la contaminazione particellare è ridotta al minimo per prevenire contaminazioni e degrado soprattutto degli strumenti ottici. Lavorando anche sul programma EXOMARS ho avuto a che fare anche con delle clean room molto più spinte dove è necessario indossare tute del tutto sterili e lavorare con doppi guanti e maschere di ogni tipo per evitare che un oggetto che dovrebbe ricercare la vita su un altro pianeta la porti dal pianeta terra. Per BepiColombo le clean room erano ISO8 (massimo 100000 particelle per metro cubo) mentre per EXOMARS è ISO6 (massimo 1000 particelle al metro cubo)e per alcuni strumenti, quelli che elaborano i campioni marziani, fino a ISO3.

A pochi mesi dall’assunzione mi sono ritrovato ad affrontare la prima trasferta. Una volta assemblati meccanicamente e testati elettricamente qui a Torino le campagne di test si sono svolte in ESTEC, il centro di test dell’Agenzia Spaziale Europea, a Noordwijk in Olanda. E’ la più grande e sofisticata facility di test di Europa. Vi ho trascorso 6 dei primi 8 anni di lavoro…immagina gli impatti nella vita privata di una persona a stare 6 anni fuori casa…

Trasportiamo il satellite in container dedicati che sono controllati in temperatura, pressione e umidità via terra su camion (trasporto eccezionale) da Torino all’Olanda. Io ho fatto 2 volte la scorta tecnica seguendo il TIR (che va a 50 Km/h e quasi sempre per statali) per tutta Europa. Un trasporto di questa lunghezza dura circa 1 settimana.

Arrivati nelle facility di test prendiamo possesso della clean room e prepariamo il satellite ai test finalizzandolo, rifacendo diverti test elettrici e funzionali. Tutto il necessario per una campagna di test viene trasportato con circa 6-8 TIR totalmente pieni e un paio di carichi eccezionali per trasportare gli stand e tutte le strutture di supporto che ci servono per la movimentazione e l’integrazione del satellite.

Prima dei test si strumenta il satellite con i sensori che poi vengono acquisiti durante l’esecuzione dei test stessi e che permettono all’ingegneria di fare le analisi e i confronti tra le predizioni e il comportamento reale.

Io mi sono occupato della scrittura di diverse procedure (forse ho scritto circa 100 documenti per BepiColombo…ogni singola operazione, anche la più semplice e banale è procedura, autorizzata da diverse persone, eseguita e certificata con la carta…di cui l’ESA ti può chiedere conto anche dopo anni in caso di anomalie in volo) e di quasi tutte le attività pratiche sul satellite dall’installazione delle unità, dei sensori, delle coperte termiche, delle attività di handling…in AIT il lavoro è tutto in team e ognuno è chiamato a contribuire sempre. Ovviamente poi ci si specializza ognuno su cose diverse ma il supporto tra i componenti del team rimane invariato. La mia specialità nel tempo è diventato il test termico di sono diventato responsabile per la prima volta nel 2012. Il test termico di un satellite prevede una lunga e meticolosa preparazione preceduta da decine e decine di meeting e da ore, giorni e notti di lavoro sul satellite…nei periodi di preparazione per il test termico non è inusuale fare 12-14 ore al giorno di lavoro…io personalmente ho un record di 27 ore consecutive al lavoro perché c’era da gestire una criticità…ovvio, non c’è da vantarsene ma quando si fa un lavoro del genere scatta qualcosa per cui non si puo, non te la senti di abbandonare la nave…il lavoro che faccio è un po difficile da spiegare.

Ho seguito 4 test termici con test-conductor su BepiColombo e 1 per Exomars.

Duranti il test il satellite viene installato all’interno di una camera che riprodurrà le condizioni di vuoto spinto (p<1*10-6 mbar) e freddo (-190°) che troverà nello spazio. La peculiarità della facility dell’ESTEC è che ha anche la possibilità di simulare il sole con la potenza che si troverà su Mercurio, unica facility al mondo. Utilizza lampade da 25 kW che vengono collimate da una serie di specchi per aumentarne l’intensità.

Oltre ai test termici, i piu impegnativi, il satellite viene sottoposto a test meccanici che riproducono la condizione di vibrazioni e acustica che troverà in fase di lancio all’interno del rocket.

Per noi la campagna del modello di volo è durata 4 anni!!

Alla fine l’AIT è responsabile della campagna di lancio.

Si carica tutto sul piu grande aereo da trasporto del mondo (ormai tristemente noto per le vicende della guerra in Ucraina) l’Antonov Av-124 e si parte per la Guyana Francese, lo spazioporto europeo situato in centro-sud America al confine nord del Brasile. Posto ideale, vicino all’equatore, dove il dispendio di energia per fuoriuscire dalla gravità terrestre è minore grazie all’effetto fionda di rotazione del nostro pianeta. La campagna di lancio è un esperienza incredibile. Abbiamo stipato tutto in 5 Antonov con cui siamo partiti da Amsterdam, scalo tecnico a SantaMaria delle Azzorre e successiovo arrivo all’aeroporto di Cayenna in Guaiana Francese.

Qui abbiamo riassemblato il satellite e testato per l’ultima volta, caricato di propellente e istallato sul razzo Ariane 5. Potrei scriverti 10 pagine su questi momenti indimenticabili…che ci hanno ripagato di 4 e piu anni di lavoro. Io sono stato eletto a ultimo rappresentate di ThalesAleniaSpace a visionare la chiusura del fairing (il cappello all’interno del quale in satellite viene piazzato sul razzo) ed è stato davvero emozionante…e poi il lancio visto dalla posizione più vicina alla piattaforma di lancio (circa 5 Km). Ti mando un po di foto perche parlano piu di 100 parole.

 

Una volta finita un avventura ne parte un’altra nel nostro lavoro…successivamente ho lavorato su EXOMARS 2020 (missione molto sfortunata che attualmente è ancora al palo, https://www.esa.int/Science_Exploration/Human_and_Robotic_Exploration/Exploration/ExoMars) ed EUCLID (telescopio spaziale che sta completando ora i suoi test in un’altra facility di test, a Cannes, in Francia).

Al momento sono il responsabile del team AIT meccanico del programma Mars Sample Return il cui lancio è previsto nel 2027.

Un’altra cosa molto bella del mio lavoro è che mi ha permesso di lavorare con persone e team da tutto il mondo (inglesi, svedesi, francesi, giapponesi, americani, russi,spagnoli, olandesi,…) da cui impari metodi e approcci totalmente diversi e girare posti incredibili (Francia, Germania, Inghilterra,Spagna, Olanda, Guyana Francese)…e poi quante persone posso dire di aver visto il lancio di un Ariane 5…io mi sento molto fortunato e riconoscente a tutti quelli che mi hanno sostenuto.

8) contrariamente a quanto letto ieri l’altro, oggi ho letto che le sonde (sembra siano due) saranno nei pressi di mercurio nel 2025; me lo confermi?

Confermo, dopo 7 anni di crociera. In ogni caso il sito più affidabile per le news è quello dell’agenzia spaziale europea. https://sci.esa.int/web/bepicolombo…

9) nel caso in cui qualche studente di Ustica volesse seguire le tue orme  con corsi universitari di fisica o ingegneria aerospaziale cosa gli consigli?

Di non farsi condizionare e di credere nei proprio mezzi. Studiare, indipendentemente dalla disciplina, ti da un ritorno durante la vita che a 18 anni è difficile da immaginare. Quindi la prima decisione deve seguire anche l’impulsività e la passione. A quell’età non è facile essere del tutto razionali e pensare al mondo del lavoro.

10) conosci per caso il dott. Franco Foresta Martin Usticese di nascita con grande competenza multidisciplinare che spazia dalla vulcanologia alla fisica classica e forse anche a quella quantistica? E’ stato collaboratore scientifico per 30 anni del corriere della sera (leggevo avidamente i suoi articoli non sapendo che era un mio  compaesano) oltre che facente parte della squadra del compianto Piero Angela. Ti faccio presente che Franco svolge già un’intensa attività divulgativa con i ragazzi.

Lo conosco e lo apprezzo davvero moltissimo. L’ho seguito diverse volte e ho fatto alcune escursioni con lui a Ustica (l’ultima alla cripta della chiesa quest’estate). Inoltre la vulcanologia e la geologia in generale è una mia grandissima passione e uno dei suoi libri (Ustica prima dell’uomo) è una delle mie letture preferite di sempre.

Ti ringrazio e speriamo di vederci qualche volta ad Ustica. Prima di inviare il testo al blogger te lo invierò per una tua valutazione. Salutami i tuoi perché mi conoscono benissimo.

Cordiali saluti
Giuseppe Giuffria

 

2 risposte

  1. Mi auguro che questa intervista sia letta da molti ragazzi e che susciti in loro quella curiosità che i grandi della scienza hanno sempre avuto. Fondamentale è stato per Maurizio l’apporto della sua famiglia. Ma altrettanto fondamentali sono – a mio parere – gli Insegnanti ed i Professori che dovrebbero segnalare i più meritevoli alle loro famiglie (se non lo fanno già). Se qualcuno fosse interessato mi impegno ad inviargli una copia di tutto in modo che possa leggerla con calma e che cominci a farsi delle domande. Premetto che un percorso di studi come quello di Maurizio Palmisano è durissimo e presuppone una grande predisposizione per la matematica.
    Giuseppe Giuffria

  2. Salve Sig.Giuseppe Giuffria,
    Ciao Maurizio Palmisano,

    Una bella intervista, sotto molti aspetti.
    Complimenti a Maurizio per i risultati ottenuti e al Sig. Giuseppe per averla resa pubblica.

    Se posso,
    come avete trovato la nostra Isola l’ultima volta (in che anno?) che siete stati?
    E i rapporti tra i nostri compaesani?

    Io ci sono stato a fine Agosto di quest’anno… e personalmente mi sento di scrivere che rimane molto da fare !

    Cordiali saluti e Serene Feste.

    Jose’ Zagame

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