Ustica sape

La prima area marina protetta d’Italia è siciliana: Ustica, un paradiso da proteggere


Da BALARM
Jana Cardinale
Giornalista

Oltre 15mila ettari e che, assieme alla comunità locale, lavora con impegno e dedizione per tutelare e gestire sia l’ambiente marino che il territorio
Un luogo da preservare. Un vero paradiso per i subacquei e gli amanti del mare, dove vivono e si incontrano numerose specie tra cui la posidonia oceanica, la cernia bruna, i tonni, le ricciole, i dentici, i barracuda, le occhiate e i polpi e le aragoste.

L’Area Marina Protetta di Ustica, la prima costituita in Italia, nel 1986 – subito dopo venne costituita l’Area Marina Protetta di Miramare, nel Golfo di Trieste – è un universo marino suggestivo da scoprire, che si estende per oltre 15 mila ettari e che, assieme alla comunità locale, lavora con impegno e dedizione per tutelare e gestire sia l’ambiente marino che il territorio.

«L’atto di sottoscrizione avvenne a bordo della nave scuola Palinuro, alla presenza di Marevivo», dice il suo direttore, Davide Bruno, alla guida dell’AMP dal marzo 2021.

L’obiettivo costante e indeclinabile è la protezione dell’ambiente per preservare qualcosa che ha un valore smisurato, così come la tutela delle coste. Tutta l’isola è un’AMP, i suoi fondali sono protetti e sono Sic (Siti di importanza comunitaria).

Per portare avanti questi obiettivi, il direttore ha puntato sui giovani: «Essenzialmente d’estate, grazie alla presenza di Marevivo, e a un accordo sottoscritto lo scorso anno, i ragazzi, tutti usticesi, fanno animazione e varie attività dopo essere stati formati su educazione ambientale, sensibilizzazione e laboratori territoriali.

Per la prima volta a Ustica c’è una sezione distaccata di Marevivo.

Prima venivano associazioni quali Legambiente e WWF, con persone da fuori, mentre nel marzo dello scorso anno quindici ragazzi locali, sotto l’egida di Marevivo Sicilia, hanno iniziato a gestire l’Infopoint dell’Area Marina Protetta e una postazione remota direttamente nella spiaggia di Cala Sidoti, che si trova sul versante occidentale dell’isola, con l’utilizzo di canoe trasparenti per la visita dei fondali e per l’educazione ambientale, mentre di sera tenevano dei laboratori ludico didattici per i ragazzini; in spiaggia fino al tramonto e poi in piazza fino a mezzanotte.

Anche quest’anno quest’accordo verrà riproposto e in inverno e in autunno si farà formazione a Palermo nella sede di Marevivo a Sferracavallo per professionalizzarsi in questa attività. Partendo da qui oggi stanno facendo della sensibilizzazione all’ambiente un percorso verso una possibile professione, e per me è una vittoria».

A Ustica ci sono tutte le scuole: elementari media e un Istituto superiore.

L’AMP ha in programma due progetti importanti: uno a PalermoScienza, che organizza eventi di diffusione e di comunicazione della cultura scientifica e dell’innovazione tecnologica, con l’AMP che partecipa a Esperienza inSegna 2023 presso l’Università di Palermo, dove gestirà dei laboratori ambientali con lezioni rivolte a tutte le scuole del capoluogo e 1.500 visite previste al giorno per tutta la settimana, e poi, nell’ambito del progetto AMPPA, il 3 e il 4 marzo, una trasferta a Malta per il comitato di pilotaggio.

Si tratta del progetto che si propone di creare un nuovo strumento di gestione delle Aree Marine Protette, nella considerazione del ruolo cruciale per la tutela dell’ambiente marino e per lo sviluppo sostenibile delle aree costiere e marine, in quanto anelli trainanti del processo d’integrazione tra le esigenze di protezione delle risorse e quelle di sviluppo delle comunità rivierasche.

Capofila ne è il Comune di Favignana, e Ustica ne è partner assieme al Dipartimento della Pesca Mediterranea – Servizio 4 Sviluppo Locale.

Di obiettivi non ne mancano. Ce n’è uno legato al PNRR “Borghi Storici” – Ustum Cultural Programme, relativo a una manifestazione culturale di inclusione sociale e sostenibilità ambientale di cui Ustica è capofila con 1 milione e 230 mila euro di investimenti per coinvolgere tutto il tessuto culturale dell’isola con la partecipazione di altri partner italiani.

E poi ‘Europa Creativa 2022 -2027 – Art4Sea’, che prevede la cooperazione transazionale con le isole della Grecia e della Croazia seguendo tre principi cardine: aumentare l’accesso per partecipare ai concetti di cultura da parte della comunità locale; promuovere quella che è la resilienza e migliorare l’inclusione sociale.

«Queste isole hanno bisogno di fare cultura legata al concetto della sostenibilità – dice Bruno – per diffondere pratiche economiche più rispettose dell’ambiente. Tutto questo si farà attraverso il digitale, durerà tre anni e prevede esperienze quali una Residenza d’artista, street art e mostre a Ustica per un programma comunitario».

Prima dell’arrivo di Davide Bruno all’AMP di Ustica c’era un Commissario e, come purtroppo ancora adesso, l’impossibilità di assumere risorse umane.

«Vogliamo lavorare per l’equiparazione delle aree marine protette ai parchi nazionali – dice – ma realmente io qui sono stato da solo.

Come da solo, tuttavia, ho ripristinato il laboratorio di biologia marina che a Ustica negli ultimi sette anni era stato abbandonato. L’ho riaperto l’anno scorso in aprile, ho riportato la ricerca scientifica sull’isola, che adesso ha un presidio e può attivare i protocolli di ricerca con la Stazione Zoologica Anton Dohrn che è l’istituzione di biologia più famosa in Europa, costituita nell’800.

E per sei mesi sei ricercatori hanno preso casa qui e si sono avvicendati in questo laboratorio a cielo aperto per la fauna e la flora marina, che è l’isola, che davvero non ha eguali».

Davide Bruno – che è esperto di relazioni internazionali, di progettazione nella comunicazione e promozione territoriale sia per soggetti pubblici che privati, con una formazione nella Cabina di regia dei fondi comunitari della Provincia regionale di Palermo e con importanti collaborazioni con la Iulm, il Cerisdi e la Lumsa – ha ancora un sogno da realizzare, e ci sta lavorando: rendere l’isola, dal punto di vista della fruizione del mare, accessibile a tutti.

Far sì che i soggetti con disabilità possano beneficiare anche delle zone scoscese. «Ustica è vulcanica – dice – mi piacerebbe rendere accessibili tutte le attività collegate al mare. Non pregiudicarne la fruizione a chi attualmente non può e rendere davvero il turismo sostenibile.

Chi viene a Ustica – aggiunge – deve essere responsabile dell’affare turismo: curarsi della carta, della plastica. Noi abbiamo una casetta dell’acqua dal 2021 che funziona benissimo; abbiamo un dissalatore che ci rende autonomi e come obiettivo a breve l’installazione delle macchinette mangia plastica.

Ho un’idea precisa dell’impatto del mio turismo ideale sulla popolazione locale e sull’ambiente. Qui c’è anche una Riserva naturale orientata, la cosiddetta Riserva Terrestre che è gestita dalla Riserva Regionale di Palermo, e funziona bene anche il Cicloturismo.

Il nostro scopo è garantire la biodiversità marina e terrestre e ridurre a condizioni accettabili la pressione antropica. Non vogliamo i numeri di un turismo di massa, ma quelli di un turismo targettizzato, che tenga conto degli impatti economici, sociali e ambientali attuali e futuri sulla comunità e sui luoghi visitati.

Dobbiamo sempre e comunque cercare di soddisfare le esigenze del viaggiatore, ma rispettando l’ambiente e le comunità ospitanti. E’ una posizione forse impopolare dal punto di vista commerciale nel breve periodo, ma a mio avviso strategicamente vincente nel medio e nel lungo, e i dati della stagione 2022 ci danno ragione, basti vedere l’esperienza della località di Cavallino Treporti”.

Con i due progetti finanziati, Ustum Cultural Programme con PNRR ‘Borghi Storici’ e Art4Sea con ‘Europa Creativa’, i prossimi tre anni vedranno Ustica impegnata nella realizzazione di interventi legati ad alcuni dei pilastri fondamentali dell’Agenda Europea per il Green Deal.

Il Comune, inoltre, tramite l’ufficio tecnico, sta sviluppando diversi progetti legati al PNRR Isole Verdi, con la riqualificazione di infrastrutture strategiche dell’isola sempre nell’ottica della sostenibilità ambientale. Un ultimo dato di rilievo riguarda la percentuale della raccolta differenziata, che ad oggi è dell’86 per cento.

Fonte:BALARM

 

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