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MIMMO DRAGO OSPITE al 12° FESTIVAL FOTOGRAFICO EUROPEO 2024


La Redazione di Ustica Sape è sempre attenta agli eventi che narrano ed illustrano l’Isola di Ustica, in Italia e nel mondo e anche questa volta informa i suoi affezionati lettori del prestigioso 12° Festival  Fotografico Europeo in cui Mimmo Drago, Cittadino Onorario di Ustica racconta l’isola con la sua emozionante multivisione “Non Sono un Poeta”!

Venerdì 19 Aprile 2024 alle ore 21,00 presso la Sala Conferenze del Museo Del Tessile di Busto Arsizio(VA), con ingresso libero, si svolgerà il 12° Festival Fotografico Europeo, con una serata Audiovisivi riservata ad Autori Internazionali.

Sponsor dell’evento sono: l’AFI (Archivio Fotografico Italiano), Andreella Photo – Light up your emotions, Dia Sotto le Stelle, Città di Busto Arsizio.

Le Opere in multivisione selezionate, che saranno proiettate durante l’unica serata, sono n.9 e precisamente riportiamo nell’ordine:

NON SONO UN POETA di Domenico Drago e Francesco Lopergolo,
DROP ART di Sandra Zagolin e Gianluca Sambo,
IL COLORE DENTRO di Ivano Bolondi e Claudio Tuti,
POLAROID di Joey Greene,
ALLA GRANDE (AYRTON SENNA) di Ercole Colombo Lido, Simone Andreella e Angelo Orsi,
PRESENZE ASSENZE di Graziano Biscotti e Stefania Piccoli,
ISPIRAZIONE di Giuliano Provino,
MISSONI di Edoardo Tettamanzi e Graziano Biscotti e
THE DAY AFTER TO-MORROW di A.Teyck e A. De Smet.

Il Mare di Ustica, grazie a Mimmo Drago, Tridente d’Oro nell’anno 2001, vola ancora alto in questa multivisione autobiografica dal titolo “Non Sono un Poeta” dove sentimenti, emozioni, confessioni e narrazioni si intersecano e si sovrappongono.

L’Opera audiovisiva di Mimmo Drago, in apertura del 12°Festival Fotografico Europeo, è stata realizzata con Francesco Lopergolo che ha anche curato l’editing audio, ha una durata di 7’46” e si apre con una riflessione di Fernando Pessoa che recita: “Amo ciò che vedo perché un giorno più non lo vedrò. L’amo perché esiste”, e si conclude con il pensiero di Platone che afferma: “Il bello è la luce del vero”.

Il testo è di Domenico Drago scritto in un momento particolare della sua esistenza, le musiche sono di Dustin O’Halloran, la voce narrante è dell’attore di teatro Paolo Tonietto, i contributi fotografici sono di Giordano Cipriani, Pietro Cremone, Domenico Drago e Giovanni Smorti.

E’ un racconto di delicata bellezza dove Mare, Anima e Poesia sono protagonisti!

L’acqua sembra bagnare le parole dell’autore mentre ondeggiano nella risacca, quasi a volere cercare un perché del loro canto.

Un canto che è sentimento ed emozione, fusi insieme per cercare di comprendere qualcosa del significato del vaneggiare eterno della marea e dei suoi abitatori che sono attori e comparse.

Scriveva Pablo Neruda: “Il mare è un pianeta ferito e la ferita è la sua grandezza, non s’è sposato con la terra, non lo comprendiamo ancora”.

Il Mare è forse un sentimento nascosto che risulta essere incomprensibile, soltanto i sussulti ed i fragori che riceviamo, quando lo viviamo intensamente, possono insegnarci qualcosa.

Federico Garcia Lorca nel suo canto Il Mare racconta:

“Il Mare è il Lucifero dell’azzurro.
Il cielo caduto per voler essere luce.

Povero mare condannato a eterno movimento
dopo aver conosciuto la calma del firmamento!

Ma nella tua amarezza ti redense l’amore.

Partoristi Venere pura
e la tua profondità restò vergine.

Le tue tristezze sono bellezze,
ma oggi invece di stelle
hai verdi polipi…”

 

Mimmo Drago si muove sempre sul filo dell’impulso emotivo, dell’ardore dell’anima, delle passioni, delle consapevolezze e non riesce a distaccarsene!

In questa opera ci narra ciò che crede di non essere, ma noi siamo convinti che ci nasconda qualcosa e che lui sia ciò che non ammette di essere: un Poeta sensibile!

Certo l’emozione è una maniera che ci permette di comprendere il mondo o di sfuggire di fronte alle cose, agli eventi.

“L’emozione, scrive il filosofo Umberto Galimberti, non è un disordine fisiologico, ma una condotta organizzata che consente di sfuggire a ciò che non si può sostenere”.

Forse Mimmo fugge da qualcosa e intanto però continua a raccontarci le sue storie, le sue inquietudini, i suoi turbamenti, le sue gioie che sono fatte d’acqua e di sale, di luce e di ombre e continua a cercare in fondo al Mare, la Poesia o qualcosa di simile che noi non sappiamo e che forse mai troverà o che forse ha già trovato!

Lui ha sempre guardato alle sue multivisioni come a rappresentazioni visive di una intensa passione interiore e dei molteplici dubbi che interrogano l’anima, con la volontà di costruire una serie di punti ciclici d’espressione: quelli di includere l’uomo, il mare, la natura, le passioni ed i sentimenti in una sola unità!

Ma quando i dubbi dell’anima non trovano risposte, non potendo sostenere questo vuoto, si abbandona a sogni compensatori che hanno il potere di evocare intorno a sé quelle illusioni che riducono la sofferenza della solitudine, che diventa poi appagante!

Da questo brodo emotivo e culturale nascono le sue toccanti multivisioni!

Siamo grati a Mimmo per avere eletto il Mare di Ustica, confessore della sua Anima, chissà forse sul fondo del Mare, tra le pietre luccicanti che ci narra e ci mostra con gioia, troveremo un giorno qualcosa che gli appartiene e continuerà ancora a parlarci di Lui!

La Redazione di Ustica Sape.

 

3 risposte

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