Ustica sape

Pregiudiziale Mussolini


Spett.le USTICA SAPE
c.a.  Pietro Bertucci

                 Mi sembra proprio che i paragoni calcistici rendano bene l’idea di quest’isola (Ustica) che continua a ballare sul ponte del Titanic evitando accuratamente di porsi il problema di riuscire ad arrivare a terra con i propri mezzi, non rendendosi conto di come sia partigiana la rappresentazione degli accadimenti che i protagonisti rappresentano a chi decide di riconoscere  loro credibilità e prestare silente ascolto.

Ultimamente – decessi a parte- gli argomenti di discussione (al bar, sui social ed in consiglio comunale, nell’ordine…)sono stati l’intitolazione della scuola elementare, quali iniziative adottare contro la violenza di genere  e la  (eventuale)revoca della cittadinanza onoraria di Ustica a Mussolini & co.

Nessuno si è occupato – almeno con uscite pubbliche- dell’edificio risalente al 1275 demolito senza che qualcuno osasse opporsi, degli abusi edilizi compiuti anche da chi aveva od addirittura ha responsabilità istituzionali, ignorati mediante silenzi, accertamenti tardivi, talvolta farlocchi.

Nessuno è intervenuto per opporsi quando sono stati distrutti pezzi di scogliera, dopo che un ex capo dell’utc, oggi venuto meno, ha pubblicamente affermato che sugli scogli si può fare tutto perché ”sono solo scogli…”

Questa affermazione è stata così tranchant  che il miracolo si è recentemente ripetuto e nonostante le segnalazioni di un “usticese non residente”(come ama definirsi) ancora oggi nessuno interviene a cala Santoro.

Si predispone un PUDM (piano di utilizzo del demanio marittimo) e l’illustre redattore ignora la peculiarità, solo usticese, di un demanio civico proprio sulle coste che investe completamente ed avvolge e supera il demanio marittimo.

C’è il dissesto dichiarato e l’amministrazione non riscuote le sanzioni conseguenti agli abusi edilizi, che ad Ustica sono tutte da € 20.000,00 l’una, stante la vigenza del piano paesaggistico.

Ci si riempie la bocca con la “prima riserva marina d’Italia” e si omette di dire che la fognatura c’è solo in paese e che MAI un autospurgo ebbe ad avventurarsi per l’isola, neanche in trasferta temporanea.

C’è un disperato bisogno di un’amministrazione che sappia come recuperare il dissesto ed ancora oggi non c’è un assessore al bilancio, mentre si spendono denari- che non ci sono- per mantenere personale che non doveva essere neanche assunto stante la presenza di adeguate professionalità interne. Anzi, se ne premiano le performance…

I trasporti marittimi sono costosi  ed inefficienti ma il manovratore politico non deve essere disturbato, né a livello regionale né a quello nazionale.

In questo contesto, si monta una querelle perché la giunta si arroga un diritto che non ha, ovvero quello di contestare su basi ideologiche la scelta di intestazione della scuola che spetta- norme vigenti alla mano- al consiglio di Istituto ( dopo il blitz di intitolazione  …parentale effettuato con targa pret a porter ). e tutto ciò si badi bene senza aprire un civile dibattito sull’argomento che poteva, se scevro di contenuti aprioristicamente oppositivi, costituire un positivo momento di confronto.

Si bocciano le iniziative proposte dalla minoranza per contrastare la violenza di genere perché. ”siamo su un’isola” e…”abbiamo già messo una panchina rossa davanti al municipio”.

Grande, Grandissimo sforzo.

Adesso, leggere le argomentazioni del capogruppo della maggioranza e della consigliera di analoga provenienza ( almeno nell’ultima consiliatura,,,)sulla vicenda “revoca cittadinanza a Mussolini e gerarchi vari ”appare veramente surreale.

Dando per scontata e comprovata la tesi che la minoranza volesse gettare discredito (!) sull’isola ed “armare un teatrino” su una vicenda “inesistente”, va sottolineato con forza che  codesti esegeti del diritto ( a cui dimenticavo di aggiungere l’ondivago presidente del consiglio comunale) errano quando affermano :

1)che una pregiudiziale possa precludere la trattazione di un punto all’ordine del giorno richiesto dalla minoranza -qualunque esso sia- senza consentire l’intervento a sostegno della trattazione da parte del gruppo proponente (v. , al contrario, gli artt.  25 e 26 del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale di Ustica, che espressamente prevedono tale diritto di intervento anche in materia pregiudiziale). Sul punto, v. Tar Puglia, Lecce, I sez. n. 4278/2001 e 124/2004:  “… tale diritto di iniziativa è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione severa ed eccezionale della modificazione dell’ordine delle competenze mediante intervento sostitutivo del Prefetto in caso di mancata convocazione del Consiglio comunale in un termine simbolicamente breve (venti giorni). Il significato giuridicamente utile di tale procedura rafforzata di tutela va individuato nel fatto che l’ordinamento ritiene un valore essenziale del sistema democratico che alla minoranza sia assicurata effettività del diritto di iniziativa, e cioè del diritto di discussione in Assemblea consiliare sull’argomento richiesto. Ove, così non fosse, grave ed evidente sarebbe la contraddizione fra tutela rafforzata del diritto di iniziativa e mancanza di limiti per la maggioranza di metterlo nel nulla con la proposizione di una qualunque questione pregiudiziale”;

2)nel merito, che il consiglio comunale abbia il potere di conferire ma non di revocare il conferimento di cittadinanza onoraria ( il fatto che non sia espressamente prevista la revoca fa appello soltanto all’intelligenza del lettore: se è consentita un’iniziativa anche la revoca della stessa, derivante dal medesimo potere, lo è);

3)che Mussolini ed i suoi sodali omaggiati dal consiglio comunale usticese dell’era fascista non abbiano portato all’iscrizione all’albo dei cittadini onorari, istituito nel 1985 e che quindi costoro NON siano cittadini onorari di Ustica. Sul punto mi viene da dire che solo per coloro a cui veniva conferita la cittadinanza onoraria da quella data (1985)in  poi c’era la necessità di inserirli nell’albo e che il mancato inserimento non inficia la determinazione del consiglio dell’epoca fascista ed il suo gesto di servilismo, la cui permanenza, a mio avviso, appare come uno sberleffo all’art, XII delle disposizioni transitorie e finali della costituzione : un riconoscimento postumo alle presunte virtù, smentite dalla Storia, dei protagonisti del ventennio fascista;

4)che se Mussolini & c. fossero stati veramente cittadini onorari, certamente le amministrazioni di sinistra ne avrebbero revocato la qualità ( come dire, se esiste il male è perchè il bene non vigila abbastanza, omettendo di considerare che c’è un documento ufficiale, una delibera di consiglio comunale che non risulta mai revocata …).

Ebbene, le motivazioni per tappare la bocca alla minoranza, che a me appaiono del tutto inconsistenti giuridicamente, sono tutte discutibili. Impedire di discuterle, trincerandosi dietro un’interpretazione capziosa di norme senza averne neanche gli strumenti interpretativi e conoscitivi per farlo è – consentitemelo-indice di quel fastidio per il confronto democratico che la maggioranza del consiglio comunale di Ustica, in tutte le sue componenti, persino in quelle che hanno ritenuto di intervenire ex post sui social, invece di farlo in aula come sarebbe stato certamente auspicabile, soffre da tempo immemorabile, già da quando era minoranza od addirittura era su altre posizioni,  come l’attuale presidente del consiglio comunale e la consigliera Lupo.

Non ci stupiamo del cambiamento di collocazione geografica e di pensiero, è del tutto lecito che accada nel tempo, anche se generalmente comporta un’evoluzione della weltanscahuung mentre, nel caso dei consiglieri sopra richiamati, appare evidente la permanenza del medesimo schema mentale e ciò è triste ed inchioda alla irrilevanza, nel consiglio comunale di Ustica, di qualsiasi problematica non solo di opinione ma anche di efficace attuazione di rimedi utili per la società usticese, con un consiglio comunale incapace di affrontare sia temi pratici sia temi ideologici e ciò a prescindere dall’esito del confronto semplicemente perché non si consente la discussione, ricorrendo a qualsiasi strumento, anche, come nel caso sopra descritto, del tutto surrettizio ed improprio, per impedire proprio il confronto delle idee.

A dimostrazione che operare diversamente si può, senza tradire le proprie idee ma dimostrando, addirittura, la propria onestà intellettuale, ricordo un episodio che mi accadde circa 30 anni fa, protagonista un giovane consigliere comunale di Terrasini, poi divenuto sindaco, sempre a Terrasini, di un partito agli antipodi di quello in cui militava da consigliere.

Dopo un mio intervento da consulente del sindaco, invitato dal consiglio comunale a relazionare su una problematica urbanistica che riguardava un’opera pubblica da realizzare su un immobile abusivo acquisito da una famiglia ritenuta “vicina”ad esponenti locali di una organizzazione criminale, questo giovane consigliere comunale d’opposizione si alzò ed uscì non partecipando alla votazione perché non poteva contestare, in punta di diritto e di fatto, nulla di ciò che avevo relazionato io, dopo l’intervento fuorviante del suo capogruppo.

Sottolineo che maggioranza ed opposizione non avevano numeri lontanissimi e, anzi, l’opposizione in consiglio comunale era più numerosa della maggioranza che sosteneva il sindaco, tant’è che era riuscita a fare passare l’indizione del referendum contro il sindaco…

Si può essere partigiani ma onesti con se stessi e con la Verità. E’ un esercizio che andrebbe praticato con costanza. Ad Ustica ed altrove.

Francesco Menallo

PS: Farsi delle idee su tutto aiuta a trovare le soluzioni necessarie ai vari problemi che ci troviamo ad affrontare, confrontandosi soprattutto con chi parte da valutazioni opposte alle nostre. Questo vale anche per i consiglieri comunali…

F.M.

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