Lettera Aperta
Al Sindaco di Ustica
E, p.c. al Presidente del Consiglio di Ustica
Caro Sindaco,
più volte abbiamo sentito dire che Ustica vive di turismo o, almeno, che ci prova. La vocazione dell’isola è scritta nella sua storia e nella bellezza incontaminata dei suoi fondali cristallini. Tuttavia, questo territorio sa incantare anche sulla terraferma, tra i colori vivaci dei murales del centro abitato, i sentieri naturalistici selvaggi e i panorami mozzafiato, ideali per gli amanti del trekking e della quiete. Un’esperienza sensoriale che si completa a tavola, dove la forte tradizione culinaria locale celebra i sapori autentici del territorio: dal pesce freschissimo alle rinomate lenticchie, presidio Slow Food, la pregiata melanzana locale fino al gusto intenso dei capperi e del vino locale, il tutto impreziosito dal calore e dall’accoglienza dei suoi abitanti.
Ma come si può fare turismo, pianificare una stagione o, più semplicemente, garantire il diritto alla mobilità dei residenti, quando i collegamenti marittimi non riescono ad assicurare una vera continuità territoriale?
Nelle ultime stagioni assistiamo sempre più spesso a cancellazioni di corse anche in presenza di condizioni meteo-marine tutt’altro che proibitive. Il dubbio, ormai diffuso tra la comunità e i visitatori, sorge spontaneo: qual è il vero nodo del problema?
I comandanti delle nostre navi e degli aliscafi sono professionisti qualificati, di cui nessuno mette in dubbio la perizia e il senso di responsabilità. E allora, se l’esperienza dell’equipaggio non si discute, il problema risiede altrove? Forse sono gli stessi comandanti a non potersi fidare ciecamente dei mezzi che governano? Mezzi che talvolta mostrano il peso degli anni (come dimostra il video allegato girato ieri, 12 ottobre) e che forse – e quel “forse” è un eufemismo – non sono strutturalmente idonei ad affrontare una lunga tratta e le insidie di Cala Santa Maria non appena si alza un pò di vento.
Isolare un’isola non significa solo creare un disservizio momentaneo; significa danneggiare l’economia locale, scoraggiare i turisti che rischiano di perdere coincidenze e aerei, e calpestare il diritto costituzionale alla mobilità di chi a Ustica vive e lavora tutto l’anno.
Ustica ha bisogno di risposte certe, di investimenti su una flotta moderna e di una continuità territoriale che sia un fatto concreto, non una promessa sulla carta. La sicurezza viene prima di tutto, ma la certezza del collegamento non può essere un lusso.
Caro Sindaco, in conclusione, nel rispetto della cittadinanza e del diritto alla continuità territoriale, ti invito ad attivarti tempestivamente, in stretta collaborazione con le autorità e gli enti preposti – a partire dalla Capitaneria di Porto –, al fine di accertare le reali cause dei ripetuti disservizi nei collegamenti marittimi con l’isola di Ustica e di individuare soluzioni concrete e definitive a tutela della comunità.
In allegato: il video sullo stato del mezzo registrato ieri alle 06:30 a Ustica, i dati dei siti meteo consultati al momento della comunicazione e la situazione del mare a Cala Santa Maria.
NOTA: Con previsioni meteo in chiaro miglioramento, non capiamo i motivi del cambio di programma, in particolare l’anticipo della partenza dell’aliscafo Mirella Morace dalle 17:00 alle 15:00 e la cancellazione della corsa dell’aliscafo Natalie M delle ore 14:00.
Ustica, 13-10-2026
Pietro Bertucci



















2 risposte
Per conto di Giovanni Palmisano – Talebano
Condivido in toto la lettera aperta sui trasporti recentemente diffusa, della quale sposo ogni singola preoccupazione. La carenza di manutenzione dei mezzi che collegano la nostra isola e la carenza di controlli delle autorità competenti è fallimentare con mezzi hanno raggiunto un livello di allarme rosso.
Siamo di fronte a una situazione oggi ancora più grave rispetto al 2013, anno in cui, dai banchi del Consiglio Comunale, avevo già denunciato l’anomalia dei controlli e la precarietà della sicurezza. Ed è uno scenario persino peggiore rispetto alle precise denunce già espresse dal signor Prestigiacomo. Non si può più aspettare il prossimo guasto o, peggio, un incidente irreparabile per intervenire.
Per queste ragioni, formulo un augurio che è anche una richiesta perentoria: il Sindaco indica un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza. Amministratori e popolo devono decidere, insieme e subito, quali azioni concrete mettere in atto per pretendere un servizio che metta al primo posto, senza compromessi, la qualità e la sicurezza della vita dei passeggeri.
L’auspicio è che davanti a un tema così vitale non ci siano divisioni di categorie, fazioni politiche o personalismi. Di fronte alla tutela della comunità servono solo Uomini con la “U” maiuscola, capaci di assumersi responsabilità e fare fronte comune. Non abbiamo bisogno né di ominicchi, né di quaquaraquà disposti a girarsi dall’altra parte mentre i diritti fondamentali dei cittadini vengono calpestati.
La sicurezza è di tutti. La voce per pretenderla deve essere una sola.
E’ da ripensare il viaggio e l’arrivo a Ustica con amici, in balia di tanta incertezza!