C’è ancora domani!
Ho letto attentamente la lettera aperta di Pietro Bertucci in merito alla continuità territoriale e ho guardato anche il video allegato
Ritengo assolutamente scorretto, nonché inadatto utilizzare dei “J’accuse” alla E. Zola.
Mi piacerebbe comunque risvegliare la coscienza di quanti, Usticesi di schiatta o di acquisizione, hanno estremamente a cuore il benessere, non certo solo materiale, dell’isola e degli isolani.
L’inizio della cosiddetta brutta stagione, ma spesso anche quella bella, corrisponde con quello del calvario per quanti hanno la necessità, ma anche la voglia, di spostarsi tra l’isola maggiore e il “nostro scoglio”.
Il sistema dei trasporti marittimi, che piaccia o no, rappresenta , tranne che per le urgenze ed emergenze sanitarie per cui è disponibile il mezzo aereo, l’unica via di comunicazione.
Un vero “cordone ombelicale” che, come per tutti noi quando gozzovigliavamo nell’utero materno, ci ha nutrito e fatto crescere regolarmente nella quasi totalità dei casi.
E’ vero che purtroppo esistono però anche le patologie, basta che non siano indotte!
Non voglio contestare l’operato degli amministratori passati, presenti e credo anche futuri perché, ammesso che fossi in grado, magari riuscirei a fare molto peggio.
Non mi permetto di contestare la professionalità del comandante, primo responsabile sia dell’incolumità dei passeggeri che del mezzo affidato ma mi piace credere alla buona fede e alla volontà come “primum movens” per risolvere o mitigare i problemi.
Chi mi conosce sa che spesso dico, non certo per offendere o mortificare gli Usticesi che rispetto e anzi amo, che: “A Ustica può vivere solo chi ha la disgrazia di esserci nato”.
Questa considerazione nasce dalla difficoltà estrema di risolvere problemi che, in assenza d’isolamento, sarebbero assolutamente banali se non risibili.
Queste difficoltà sono spesso addirittura insormontabili per i cosiddetti individui fragili: anziani, malati, bimbi, soggetti in difficoltà economiche, etc. Coloro che, da carta costituzionale, nonché per obblighi morali, dovrebbero essere i più tutelati.
Qualcuno ricorda che una volta non c’era neppure una cassa per dare degna sepoltura a un defunto?
Mi sembra assolutamente evidente che, la quasi totalità, dell’economia dell’isola dipenda solo ed esclusivamente dal flusso turistico.
Chi compra infatti i prodotti della terra dei “pochi” contadini quali le meravigliose lenticchie, i vini, gli ortaggi, la gestione del verde delle case dei “forestieri, etc? Chi il pesce degli “ancora meno numerosi “pescatori” ( a proposito è anche scomparsa l’unica pescheria e mi sono stancato di dire ai turisti che “l’angolo del pesce” vende tutto tra che pesce)?
Per chi lavorano le imprese edili locali se non per fabbricare e/o ristrutturare le abitazioni dell’isola poi, in gran parte destinate ad ospitare i turisti?
Per chi lavorano, bar, ristoranti, supermercati, panifici, macellerie, negozi, e servizi in generale?
Certo chi è sull’isola è ovviamente anche un consumatore ma credo che tutte le figure su indicate, se perdessero, anche in parte, gli introiti dei “forestieri” non sarebbero molto soddisfatte.
Per tale ragione è necessario e non procrastinabile instaurare una proficua e attiva sinergia per risolvere i problemi.
Ciò spetta alle istituzioni che hanno ottenuto democraticamente e legittimamente il mandato dai Cittadini.
Gli Usticesi naturali e acquisiti, mi arrogo il diritto di appartenere a quest’ultima categoria, a mio modo di vedere, in questo momento non sono trattati da cittadini di serie B ma da Figli di un Dio Minore.
Le previsioni meteo a 48 ore, con i moderni sistemi di calcolo, hanno un’affidabilità che tende alla certezza.
Perché questo sistema non deve essere pedissequamente applicato?
La convenzione dei trasporti, come ogni contratto, presenta diritti e doveri da entrambe le parti.
I mezzi, pagati profumatamente da tutti con le tasse e coi biglietti dovrebbero essere, non dico all’ultimo grido, ma quanto meno affidabili.
Ritenete tale quello del filmato, se vero, con le infiltrazioni d’acqua arginate da un velo di mastice?
Che cosa accadrebbe se si dovesse sfondare con cospicuo e rapido ingresso d’acqua? Recitiamo una supplica al nostro S. Bartolomeo o utilizziamo l’aiutati che Dio t’aiuta?
E’ forse per questo che dei “lupi di mare” come sicuramente sono i comandanti e gli equipaggi degli aliscafi, al minimo sentore di rogne, annullano le corse?
Non tocca a me stabilirlo ma, se chi può ha fatto, fa o farà spallucce: buona notte.
Se non si parte perché c’è il ciclone Harry nessuno può dire niente ma se un aliscafo non viaggia e un gommone di m. 5,40, battente regolare bandiera, pilotato da un “panzuneddu” (vi giuro che è capitato non una, non due, ma almeno 3 volte) che di mestiere non fa il capitano di lungo corso, affronta senza patemi d’animo ed in sicurezza, con un solo fuoribordo, la traversata Palermo Ustica e VV, può essere che ci sia un problema o ci mettiamo le fette di prosciutto sugli occhi?
Se per tale ragione saltano, prestazioni sanitarie, giorni di scuola, approvvigionamenti essenziali, presenze di turisti e chi più ne ha più ne metta è o non è un problema?
Ho visto accanimenti, spesso anche ironici e simpatici, su problemi personalmente risibili quali illuminazioni stradali, etc. Ho sempre apprezzato Socrate e pertanto l’ironia, quando non sfocia nel sarcasmo.
Delle cose importanti non interessa proprio a nessuno?
Poi non lamentiamoci allora se tutto va talmente bene per cui i giovani lasciano l’isola per trovare fortuna altrove.
Chiedo, anzi imploro a gran voce, che tutti gli amministratori all’unisono si prodighino per rendere Ustica, come merita per le sue bellezze e la mitezza della sua popolazione, sempre più bella e fruibile.
Il tema dei trasporti marittimi non è un problema ma IL PROBLEMA e su questo, per il bene di tutti, maggioranza ed opposizione dovrebbero diventare un corpo unico ed impenetrabile.
L’isola, in termini elettorali regionali e nazionali, è quasi insignificante, se divisa potete togliere il quasi.
Vi prego, se potete, fate qualcosa.
Non è ammissibile giungere quando gli Dei Eolo, Poseidone o Liberty, lo permettono ad Ustica e vedere lo sfacelo del “Grotta Azzurra” o del villaggio di “Punta Spalmatore” ormai ruderi da abbattere e sapere che grazie alla pubblicità di un film altre isole, sicuramente belle ma neppure lontanamente paragonabili al “Nostro Amato Scoglio”, scoppiano di turisti.
Bisogna attrarre quelli del cosiddetto turismo lento, culturale, eno-gastronomico e pertanto destagionalizzare.
Sento dire che la gente non viene a Ustica perché cara. Non è vero; siete mai andati a Capri, Portofino, Forte dei Marmi, Cannes, Porto Cervo?
Ustica non è cara ma ha un basso livello qualità/prezzo e “sic stantibus rebus” attrae solo dei “poveracci” come il sottoscritto e quelli che vengono col panino a Ferragosto e poi dormono, se dormono, per terra. Anche questi vanno rispettati perché i ragazzini di oggi, se trattati bene, potrebbero essere i milionari di domani, ma perché non cercare di puntare più in alto?
Perché non affidarsi, lasciando ampi margini di manovra, a dei professionisti acclarati del settore, pagandoli per il loro reale valore?
Siete mai stati in costiera romagnola? Una località dove nessun amante nel mare immergerebbe un piede, che grazie ai servizi e all’operosità e all’ingegno dei suoi cittadini, è sempre sold-out.
Certo è un percorso difficile; molto più semplice vivere “a Dio e alla Ventura”.
Ridestiamoci e impariamo a volerci bene.
Al Pacino in ogni maledetta domenica insegna: “o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente”.
Se non vuoi bene prima di tutto a te stesso non aspettarti che te ne vogliano gli altri.
Saluti.
Salvatore Calderone















Una risposta
in sicilia specie sicilia occidentale c’e’ la mafia e ancor peggio la mentalita; mafiosa. I trasporti marittimi sovvenzionati dalla regione non funzioneranno mai. Dalla calabria-puglia in su i trasporti marittimi sono gestiti maggiormente da privati e devo aggiungere oltre e trasporti marittimi tutte le isole hanno trasporti aeriei di linea preciso elicotteri ed idrovolanti che anche lei non ha menzionato ma ha menzionato turismo lento che ormai va avanti da circa 15 anni e produce solo miseria. Gli usticesi costretti ad emigrare in cerca di lavoro con uno spopolamento del 30%, anzi se si analizza bene del 40% perche’ ultimamente per diversi motivi sono entrati almeno 80-100 nuovi residenti importati, non usticesi.