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Ustica, gli Auguri di Buon Natale del Sindaco


Buon Natale a tutti !!!

Questo è per me l’ultimo Natale di questa sindacatura.

In questi quasi cinque anni trascorsi insieme e che ci hanno accompagnati a questo evento, abbiamo vissuto periodi contrastanti tra loro: da un lato la gioia del momento e dall’altro lato occasioni tristi, difficili e pieni di preoccupazioni.

Ho riletto i miei auguri di Natale degli anni scorsi scorrendo tra le righe le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, in special modo i nostri ultimi due anni, con la pandemia e le sue conseguenze sociali ed economiche, che hanno inciso molto nei nostri rapporti sociali e religiosi che di solito, per tradizione o per fede, in questo periodo sono molto sentiti e vissuti.

In tali anni si sono dovute fare delle scelte difficili e travagliate, che nessuno mai immaginava di dovere attuare, però mi sento di affermare con certezza che grazie al senso di “comunità” della popolazione le abbiamo affrontate e fronteggiate, ed anche con ottimi risultati.

Quest’anno – per fortuna – dal punto di vista sociale pian pianino stiamo tornando quasi alla normalità: ho voluto e potuto incontrare nuovamente e personalmente tutte quelle persone che hanno problemi di salute e gli anziani. E casa dopo casa ho avuto attimi di profonda e reciproca commozione uniti ai ringraziamenti, agli apprezzamenti, a qualche lamentela, ed alle sollecitazioni a continuare per la strada intrapresa.

Senza rendersene conto queste persone, talvolta dimenticate, in questa occasione sono state più loro a dare a me, che io a dare loro.

Non sono ancora riuscito, per via dei tempi e difficoltà burocratiche ad esaudire un mio personale desiderio, ma non demordo, continuerò su questa via : e cioè quella di creare una struttura solidale (già individuata) che, seppur nella malattia, li farà stare insieme e li potrà localmente accogliere non facendoli sentire come un peso ai loro cari.

I segnali e la saggezza degli anziani, almeno per me, sono importanti ed abbiamo l’obbligo di dare loro ciò che per una vita ci hanno dato e se riusciamo anche solo a ricordare quello che queste persone ci hanno donato ecco ci rendiamo conto che questo è uno dei comandamenti cristiani e da Cristiani sappiamo che le loro scelte altruiste e le loro sofferenze saranno ripagate.

Ed è con questo sentimento di gratitudine che dobbiamo celebrare questo nostro evento cristiano, questo evento magico, questo evento miracoloso che si rinnova anno dopo anno, con la promessa di salvezza.

Si; evento miracoloso; anche perché in questi giorni assistiamo ad un trasformismo che non ha eguali: l’ipocrisia, la cattiveria, l’invidia, la falsità, l’egoismo…, anche l’opportunismo… si trasformano.

Tutti diventiamo più buoni, tutti ci vogliamo bene, tutti diventiamo caritatevoli.

Sentimenti, però, che in alcuni durano da Natale a Santo Stefano ed è questa la falsità peggiore che possa esistere.

Finito questo periodo torniamo ad essere quelli di prima, quelli che veramente siamo.

Non ci preoccupiamo neanche minimamente di ferire gli altri, con qualsiasi mezzo, di persona o tramite i social e molto più spesso anche con l’anonimato.

L’importante è che a Natale siamo tutti buoni e tutti ci dobbiamo voler bene.

Stiamo vivendo in una società dove l’importante è scrivere su Facebook, postare foto di dove siamo, con chi siamo e cosa facciamo; andiamo dietro i “ like, le condivisioni o i mi piace” .

Magari, sui social, siamo pure bravi a farci carico dei problemi che affliggono la nostra Comunità, mostrandoci come i “paladini della giustizia o della moralità”, attribuendo le grosse responsabilità personali ad altri, come se gli altri fossero i veri responsabili di ciò che accade attorno a noi e questo, forse, per cercare di metterci in pace con la nostra coscienza.

La realtà è che stiamo vivendo in una società fatta di ipocrisia, di falsità, di invidia, di egoismo, viviamo anche in una società “virtuale” dove i valori sono spesso calpestati e solo a Natale si riscoprono le tradizioni ed il voler stare insieme.

Mi rivolgo a noi stessi pensando ai giovani: dobbiamo cercare di creare per loro delle opportunità lavorative affinché rimangano nella nostra Comunità che se continua così sarà fatta solo di anziani e, quindi, senza futuro.

Che esempio, che insegnamento stiamo dando oggi ai nostri figli con i nostri comportamenti?

Ecco, tutto ciò ci deve fare riflettere e cambiare.

Le esperienze di vita, quello che ruota e succede intorno a noi, ci portano lontano dal senso che quel Bambin Gesù dovrebbe portare dentro di noi.

Spesso quel senso latita quando, invece, il senso di benevolenza dovrebbe vivere sempre, tutti i giorni, insieme a noi e non solo per Natale.

Come da tradizione, anche per il Santo Natale, diversi sono stati gli appuntamenti, oltre a quelli religiosi ed alla novena mattutina: dalle recite dei nostri ragazzi, al concerto in Chiesa della banda, alle visite agli anziani, agli ammalati ed anche a qualche momento ludico che avremo tra qualche giorno.

Non voglio tediarvi con i miei pensieri, le mie sensazioni e le mie preoccupazioni e la mia non vuole essere neanche una “paternale”, forse non sarei neanche la persona giusta a poterla fare.

Vi voglio solo fare riflettere.

Fermiamoci. Riflettiamo, prima di intraprendere una strada che magari è anche quella sbagliata.

Rivolgo ancora un augurio di un Sereno Natale a tutte quelle persone che non possono, loro malgrado, partecipare a questo evento così importante.

Un pensiero a tutti i nostri Cari che non sono più con noi ma che sicuramente godono di luce celeste e ci stanno guardando.

Credenti o non Credenti, con Fede o senza Fede, Praticanti o non Praticanti non basta la domenica andare alla Santa Messa o partecipare al Santo Natale a farci diventare più buoni, altruisti e comprensivi.

Non basta.

Però in nostro soccorso interviene la Speranza; quella Speranza che con la nascita del Bambin Gesù si possa veramente cambiare e portare veramente la Pace e la Serenità nel cuore di tutti, compresi i nostri Governanti che possano mettere prima possibile fine a tutte le guerre, alle discriminazioni sociali e di genere.

Ed è proprio questo il messaggio di augurio e di speranza che rivolgo ai presenti, a tutta la Comunità Usticese, alle Autorità civili, religiose e militari, a nome mio e di tutta l’Amministrazione Comunale che rappresento.

La magia del Natale ci ricorda che tutto ciò può accadere, solo se lo vogliamo.

Auguri, Buon Natale !

Ustica,  25/12/2022

Il Sindaco
Salvatore Militello

Una risposta

  1. Egr. Sig. Sindaco,
    “primo cittadino” usticese, Salvatore Militello,

    da cittadino usticese emigrato mi preme di sottolineare che NOI siamo sempre dimenticati; anche in occasione degli auguri di Natale; sarebbe bastato aggiungere “…alla Comunita’ usticese tutta, residenti e non” !

    Premesso cio, non posso che augurare a Lei e all’amministrazione tutta, gli auguri di un Sereno Natale.
    Non ultimo auguare a Voi tutti tanta sana riflessione, approfittando del fatto che in questi giorni siamo piu comprensivi rispetto al resto dell’anno… e proprio in prospettiva del nuovo anno che a breve ci portera nel 2023, anno di elezioni, cio dovrebbe veramente vedere in Voi protagonisti nel ridare una speranza alla nostra Comunita tutta.

    Se puo servire,
    prendete ad esempio il Natale del 1914, in piena Prima Guerra Mondiale e conosciuto come la “Tregua di Natale”, dove protagonisti di un gesto Cristiano, furono i soldati Tedeschi ed Inglesi.

    Caro Salvatore, fatti Tu promotore di questo gesto responsabile, prim’ancora che Cristiano… contatatta tutti coloro, politici, societa civile, amici e frequentatori di Ustica, e proponi loro una “Tregua”…. presupposto per iniziare a dialogare con chi fino ad oggi ha sempre preferito lo scontro, personale prim’ancora che politico.

    Ricostruiamo la nostra Isola/Comunita partendo da NOI stessi Cittadini usticesi;
    in questo se puo servire, si potrebbe prendere ad esempio il periodo che sussegui alla fine della Seconda Guerra Mondiale e all’Assemblea Costituente.

    Agevolate la formazione di un gruppo di discussione eterogeneo; come fatto appunto in occasione dell’Assemblea Costituente e la Commissione dei 75.

    Insomma che ognuno dia, nelle sue possibilita, capacita e competenze, un proprio contributo, mettendo da parte gli interesse dell’individuo a favore della nostra Comunita.

    Vincere le elezioni e’ facile, amministrare MOLTO MENO!

    Che il 2023 possa rappresentare il nostro Risorgimento (senza un Re)!

    Con Amicizia,
    Jose’

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