USTICA (PA) Come una seconda pelle


[ id=5997 w=320 h=240 float=left] Vi sono profumi freschi, dolci come oboi, verdi come prati, – e altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso, Che cantano i trasporti dello spirito e dei sensi” (Baudelaire – Corrispondenze)

A cura di Latitudeslife.com
Testo e foto Federica Giuliani

L’olfatto è il senso che, più degli altri, ci riconduce al nostro istinto animale. Si tratta di una reazione immediata di piacere o di disgusto che non viene mediata da conoscenza, linguaggio, pensiero e senza riflessione alcuna il nostro corpo reagisce all’input. E’ puro istinto. Il sistema olfattivo è collegato al centro delle emozioni e, proprio per questo motivo, quando si collega un odore ad un episodio, ad un luogo, ad un viso, è facile che quell’abbinamento rimanga nella nostra memoria per lungo tempo o addirittura per sempre.

Il profumo del mare in una calda sera estiva, le alghe adagiate su di una spiaggia nel nord della Francia, i fiori di lavanda in Provenza a giugno, le spezie in un Bazar mediorientale. Recentemente pare che il turismo dell’olfatto sia diventato di moda ma quello a cui mi riferisco io è il personale collegamento tra eventi ed emozioni con gli odori. Sarà capitato ad ognuno di voi di sentire un profumo che vi rimanda a qualcosa di passato e lontano. Può trattarsi della cannella che la nonna metteva nella torta di mele, il profumo di pane appena sfornato che sentivate dalla finestra della casa delle vacanze o l’odore di legna bruciata in una baita in montagna. Viaggiando questo senso si acutizza permettendo poi di ritrovare, una volta tornati a casa, emozioni e sensazioni vissute in un luogo lontano al ripresentarsi di un determinato odore.

A distanza di un paio di decenni vengo ancora rapita dal profumo dei fiori di gelsomino. Quando ero ragazzina avevamo affittato una casa ad Ustica, nel centro del paese. Si trattava della tipica casa mediterranea dalla forma a parallelepipedo con una terrazza sul tetto situata in una via laterale, proprio dietro la piazza principale; esternamente i muri erano completamente ricoperti di gelsomino in piena fioritura. Ustica è una piccola isola di fronte a Palermo con soli 7 chilometri di strada ma è circondata da un mare cristallino che si tinge di tutte le sfumature di blu in base all’ora del giorno. Deve il nome alla sua origine vulcanica ed al colore nero delle rocce, dal latino Ustum, bruciato.

Tristemente nota per il disastro aereo, è una piccola perla nera in mezzo al mare. Nel 1986 ad Ustica venne istituita la Riserva Naturale Marina, la prima in Italia, facendola diventare una delle mete preferite dei subacquei. Nonostante fossi una ragazzina e non avessi ancora il brevetto da sub, ricordo quel mese trascorso tra sole e mare come una delle più belle vacanze. Le signore che vendevano sull’uscio di casa, appoggiate su di una sedia di legno impagliata, le verdure appena raccolte nell’orto. I meloni più piccoli e più dolci che abbia mai mangiato. La pasticceria sulla Piazza che sfornava dolci ad ogni ora e serviva un gelato di anguria con chicchi di cioccolato per simularne i semi. I pescatori di rientro al porto che ci regalavano piccoli e freschissimi tonni che cuocevamo alla brace. Tanti ricordi ed emozioni che mi riempiono improvvisamente mente e cuore ogniqualvolta passo vicino ad una pianta di gelsomino in fiore e con un solo respiro posso tornare indietro nel tempo e spostarmi nello spazio.

INFORMAZIONI UTILI

Come arrivare: Ustica si raggiunge esclusivamente via mare da Palermo oppure, nel periodo estivo, una volta a settimana anche da Napoli. Queste due città sono naturalmente raggiungibili con voli diretti nazionali ed internazionali provenienti dai maggiori scali europei.

Fonte: Il Giornale.it

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