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I “VIZI DI FORMA” SONO LA SCUSA DI CHI NON VUOLE ACCETTARE LA VERITÀ: MUSSOLINI È ANCORA CITTADINO ONORARIO DI USTICA.


Al Blog UsticaSape.

In occasione del Consiglio Comunale del 14/03/2024, noi tre consiglieri del Gruppo “Tutti insieme per Ustica”, avevamo chiesto l’inserimento dell’ordine del giorno “revoca cittadinanza onoraria precedentemente conferita al dittatore Benito Mussolini e ad altri gerarchi fascisti”, depositando agli atti la proposta di deliberazione ed il parere tecnico favorevole.

È avvenuto che, immediatamente dopo la lettura del titolo dell’ordine del giorno, il Capogruppo di Maggioranza, Cons. Fazio, chiedesse ed ottenesse la parola dal Presidente.

Fazio è intervenuto dicendo che, il Gruppo di maggioranza “ha visto che esiste un albo dei cittadini onorari, costituito nel 1985”, in cui Mussolini e gli altri quattro gerarchi fascisti, non sono stati inseriti e che questo punto all’ordine del giorno è un atto trionfalistico di qualcuno che vuole sempre sembrare, anziché essere.

Inoltre, lo stesso Fazio cita l’Art. 64 dello Statuto, in cui è prevista l’attribuzione della cittadinanza onoraria, ma non è prevista la revoca. Il Cons Fazio, continua dicendo “con quale mezzo noi potremmo revocare una cosa che non è prevista dallo Statuto? Una cosa che ormai è considerata una storia passata, dimenticata, dove non c’è nessuno, nessun’anima ad Ustica possa ricordare o possa testimoniare questa delibera (…)”.

A conclusione dell’intervento, Fazio, pone la questione pregiudiziale, ritenendo che questo argomento neanche debba essere discusso.

A tal punto, nella qualità di Capogruppo, ho chiesto al Presidente Cannilla di poter intervenire.

Cannilla, ha detto, che ancora prima di trattare l’argomento, siccome il Cons. Fazio aveva posto la questione pregiudiziale, andava adesso messa ai voti e se il consiglio l’avesse approvata, si sarebbe previsto il ritiro dell’argomento, chiudendo anche la discussione.

Io, malgrado avessi chiesto più volte la parola e, malgrado avessi diritto d’intervenire ai sensi dell’Art. 25 comma 4 “Questioni pregiudiziali e sospensive”, del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale, il quale prevede che “sulle relative proposte può parlare oltre al proponente o ad uno di essi nel caso che la proposta sia stata presentata da più consiglieri, un consigliere per ciascun gruppo (…)”, mi è stato negato il diritto d’intervenire, violando il Regolamento.

A questo punto, considerata la violazione, ho preso autonomamente la parola, facendo richiamo al Regolamento, richiamo che non mi è stato concesso, anche se è sempre previsto dall’Art. 26 comma 1 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale.

A questo punto, chiedevo a gran voce, l’intervento del Segretario Comunale, il quale si trovava connesso da remoto, con la telecamera spenta.

Inutile dire che non c’è stato alcun intervento del Segretario Comunale, persona deputata ad esercitare anche funzioni consultive, fornendo assistenza giuridica ai Consiglieri.

Durante l’intervento di richiamo al Regolamento e di protesta, il Presidente del Consiglio invitava il Comandante della Polizia Municipale a farmi accomodare fuori.

A questo punto, protestava anche il pubblico presente.

Io, intervenivo nuovamente dicendo al Presidente “mi butti fuori da questo Consiglio e poi se ne assumerà le sue responsabilità, così come vi assumerete la responsabilità politica di aver neanche trattato un punto così importante per tutta l’Italia, perché il nostro Statuto si conforma ai principi di democrazia e Benito Mussolini non era una persona democratica, se voi lo ritenete democratico, che resti per voi. Lo hanno approvato tutti i Comuni Italiani e noi non siamo in grado. Perché non siamo in grado, Presidente?

Il Vicesindaco, invece, pur intervenendo anche dopo le dichiarazioni di voto, non è mai stato richiamato all’ordine dal Presidente… DUE PESI, DUE MISURE.

Andiamo sul piano tecnico.

Occorre premettere che una delibera può essere revocata soltanto con un’altra delibera e che, mai successivamente al 1924, ci furono delibere di revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini e agli altri gerarchi fascisti.

Il citato albo delle cittadinanze onorarie istituito nel 1985 (non presente tra la documentazione prodotta e depositata agli atti del Consiglio) proprio perché risale al 1985, omette l’inserimento delle cittadinanze conferite in precedenza: se il nome di Benito Mussolini non si trova all’interno dell’albo, ciò non significa che non sia più cittadino onorario.

A dire la verità, questa delibera l’abbiamo scoperta casualmente: nessuno ricordava, in dettaglio, gli atti del Consiglio Comunale, risalenti agli anni 1920 – 1925, ed ecco perché questo atto non è stato revocato in precedenza.

Inoltre, il fatto che lo Statuto non prevedesse la possibilità di revoca, non significa che non si possa fare! A meno che il regolamento comunale non preveda esplicitamente l’impossibilità della revoca, non ci sono ostacoli giuridici alla revoca della cittadinanza onoraria precedentemente conferita, anche in assenza di una esplicita previsione regolamentare e/o statutaria, tenendo conto che il Consiglio si sarebbe potuto esprimere, poiché l’atto è di competenza (Circolare Ministero dell’Interno n. 06 del 02/05/1996).

Chiedo alla Cons. Lupo, la quale dichiarava su UsticaSape che “Mussolini non è cittadino onorario”, da quale Delibera di Consiglio Comunale si può evincere ciò?

Dunque, in mancanza di una delibera di revoca, il dittatore Benito Mussolini rimane cittadino onorario di Ustica, insieme a Roberto Farinacci (Segretario del Partito Nazionale Fascista), Pietro Lanza di Scalea (Ministro fascista e membro del Partito Nazionale Fascista), Alfredo Cucco (Membro del Gran Consiglio del Fascismo) e Cesare Mori (Prefetto di Ferro).

Ad oggi, sono più di cento i Comuni Italiani che hanno revocato, anche in assenza di proprie previsioni regolamentari e/o statutarie, questa benemerenza.

Non per ultimo, bisogna ricordare che il nostro Statuto comunale, all’Art. 4, stabilisce che “il Comune promuove lo sviluppo civile, sociale ed economico della propria comunità, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana ed ai principi esplicitati nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (…)”.

Questi preziosi valori contenuti nel nostro Statuto, non si riscontrano nell’azione politica e amministrativa di Benito Mussolini, Roberto Farinacci, Pietro Lanza di Scalea, Alfredo Cucco e Cesare Mori, anche per questo la cittadinanza onoraria andava revocata.

È forse difficile prendere una netta posizione contro un personaggio quale Benito Mussolini ed i suoi seguaci gerarchi?

Che danno poteva creare ai Consiglieri di maggioranza la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Mussolini e ad i quattro gerarchi fascisti? Perché tanta contrarietà, e tanto bisogno di fare appello, arrampicandosi sugli specchi, a presunti tecnicismi giuridici inesistenti?

Purtroppo, non è la prima volta che si tirano fuori dal cilindro magico, presunti “vizi di forma”.

Inoltre, ricordo che, la mozione da noi presentata, per attività di sensibilizzazione contro la violenza di genere, definita dalla Cons. Lupo, come mozione che “prevedeva delle azioni non attuabili nel nostro territorio, proprio per la condizione di insularità”, proprio nelle ultime settimane è stata ampliamente attuata dall’amministrazione, prima con il posizionamento della panchina rossa, poi con il protocollo d’intesa con l’associazione “Life and Life”.

Bene! Ma…

Allora perché la maggioranza aveva votato contro, con un voto astenuto proprio della Cons. Lupo?

Non dimentichiamo il ricorso elettorale al TAR Sicilia, in cui il ricorrente evidenziava presunti “vizi di forma” dovuti alla presentazione della lista “Tutti insieme per Ustica”, due minuti in ritardo e avente n. 7 candidati in Consiglio, tra cui il candidato alla carica di Sindaco.

“Vizi di forma”, più volte a noi contestati e poi dichiarati, in sede giurisdizionale, inammissibili!

Tanto si è detto e tanto si dirà ancora, per quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio Comunale.

No, non sono questi i problemi che affliggono l’Isola. Problemi di cui ci prendiamo carico, quotidianamente, mettendoli in evidenza durante i Consigli Comunali.

Procedere con la revoca della cittadinanza onoraria, è un atto dovuto nei confronti della nostra Costituzione e del nostro Statuto.

Un atto che, a mio parere, avrebbe dovuto mettere tutti d’accordo.

È doveroso evidenziare l’attenzione che ha ottenuto questo tema, nei mezzi d’informazione regionali e nazionali. Certamente non è una questione di poco conto…

Che piaccia o no, noi siamo stati eletti dalla cittadinanza, durante un’elezione democratica, per dare, a questo territorio, un confronto democratico, che, proprio nel periodo fascista era venuto a mancare.

A quanti hanno lottato, e ai tanti che sono morti per dare a noi, oggi, una Repubblica Democratica, va il nostro impegno e la nostra dedizione, affinché quello che è stato non ritorni più ad essere.

Non dimenticando che le minoranze politiche, tutelate dalla legge, hanno il compito di controllare l’operato amministrativo di chi ricopre ruoli pubblici elettivi.

 

Il Consigliere Comunale del Comune di Ustica, Capogruppo del Gruppo Consiliare “Tutti insieme per Ustica”

                                  Cons. Diego Altezz

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