La scuola di Ustica accorpata al Convitto, ma è fuga di prof: nessuno vuole lavorare sull’isola


I venti bambini della scuola elementare di Ustica hanno potuto fare lezione perché Giuseppina Ferlini, collaboratrice scolastica in arrivo da Cianciana nell’Agrigentino, si è imbarcata su un aliscafo dal porto di Palermo ed è andata ad aprire la scuola. Così in ritardo di cinque giorni rispetto alla data di avvio dell’anno scolastico in Sicilia, anche i bambini di Ustica si sono ritrovati sui banchi. Ma non ci sono ancora collaboratori scolastici per aprire il plesso dell’infanzia. I più piccoli, dunque, dovranno ancora attendere alcuni giorni. E in tutti gli ordini di scuola della Sicilia, dalla primaria al liceo, manca ancora il 70 per cento dei docenti. Una questione annosa che quest’anno è precipitata perché la scuola di Uscita è stata accorpata al Convitto di Palermo, in altre parole è come se fosse un plesso dell’istituto del capoluogo.
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“E’ stata una scelta sbagliata che ha penalizzato Ustica e anche il Convitto. Perché tantissimi insegnanti hanno chiesto il trasferimento altrove temendo di essere trasferiti a Ustica visto che l’organico è unico e i genitori hanno fatto ricorso proprio perché rischia di venir meno la continuità nella didattica dei loro figli”, dice Concetta Giannino, preside del Convitto. “Dall’altra parte – aggiunge – è difficile trovare docenti e personale scolastico che voglia andare a lavorare sull’isola perché i costi sono elevati. Abbiamo un incontro con il sindaco di Ustica e con l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla per confrontarci sulla situazione”.

Dopo la graduatoria dell’Ufficio scolastico provinciale, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico martedì scorso, è scattato lo scorrimento della graduatoria interna d’istituto. “Si tratta di 350 persone, dopo che l’ufficio scolastico provinciale non ha trovato nessuno. Ci siamo attivati subito ma non è stato facile e ancora ci sono diverse criticità. I costi sono elevatissimi per vivere sull’isola. Cinquanta euro solo la corsa in aliscafo, poi affittare una casa. Parliamo di un personale che guadagna mediamente 40 euro al giorno e ne deve spendere 50 solo di traghetto”, dice la dirigente.

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Giuseppina Ferlini, però, ha deciso lo stesso di andare. “Temevo non arrivassero altre chiamate per quest’anno e allora ho accettato l’incarico. Certo non è facile. Devo ancora trovare una casa in affitto e ho tre figli a Cianciana che punto a rivedere almeno nel fine settimana”, dice la collaboratrice scolastica.

Fonte: La Repubblica Palermo

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