Caro zio Pietro Bertucci,
purtroppo sono finiti i tempi del Comitato Civico, del Comitato Giovanile, delle assemblee cittadine e degli scioperi con i vari sindaci di turno a capo del corteo. Oggi ognuno coltiva il proprio orticello, indifferente a cosa succede tutto intorno.
La responsabilità, a mio avviso, è delle istituzioni amministrative che hanno smesso di essere al reale servizio del cittadino; chi amministra dovrebbe cercare il coinvolgimento dell’intera comunità e non del singolo. I giovani sognano soltanto di andare via — e, secondo me, giustamente — da un’isola che è ormai giunta all’apatia collettiva. Non hanno colpe: siamo stati noi adulti a non trasmettere loro fiducia nella politica. Siamo stati noi a mostrare loro che non serve interessarsi, collaborare o lottare.
Noi adulti, o meglio, noi “giovani di una volta”, venivamo coinvolti nelle battaglie, nelle campagne elettorali e nelle assemblee. Oggi, invece, non c’è nessun adulto che si preoccupi di questo “coinvolgere”. Ci siamo abituati a subire ciò che accade e a dire: “Tanto un cancia nente, ma cu mu fa fare”.
Buona vita zio Pietro, e non farti bile… tanto un cancia nente.
Mariangela Licciardi















3 risposte
Belle parole cugina quello che dici e’ verissimo,ma per i giovani che nascono oggi che futuro gli daremo,se tu giri per il paese c’è un immobilismo
Carissima Mariangela Licciardi, hai proprio espresso la realtà dei fatti, è triste tutto questo.
Trovo sia ancora più triste sapere che ci sono usticesi che hanno figli, vanno a lavorare per effettuare dei lavori pubblici e fanno “delle palle di fango” senza rendersi conto che oggi loro percepiscono uno stipendio e domani i danni da pagare rimangono ai proprio figli e a tutta la comunità.
Poi c’è chi dice che ci si lamenta sempre, peccato che a volte bisognerebbe avere anche l’interesse di capire se chi si lamenta ha ragione o no. A volte chi si lamenta sa di cosa sta parlando, mentre chi si accontenta non solo ha l’arroganza di puntare il dito, ma non sa nemmeno di cosa sta parlando. Oggi abbiamo degli stumenti eccezionali per informarci bene, bisognerebbe solo avere un pó di voglia di farlo, non ci vuole il tempo, non ci vuole la pazienza, ma semplicemente un minimo di interesse.
Condivido pienamente il tuo pensiero Giuseppe e aggiungo che questo dire che ci lamentiamo sempre è diventato come uno slogan per dire statevi zitti che tanto va tutto bene