Ustica, Santa Messa in onore di San Bartolomeo – discorso del Sindaco


       Oggi è per me il mio secondo “San Bartolo” in veste da Sindaco e non vi nascondo l’immutata emozione che provo ad essere qui a rappresentare tutta la Comunità.

Desidero ringraziare Sua Eccellenza Monsignor Di Cristina, Vescovo emerito di Monreale, che ci onora della Sua presenza in questo importante appuntamento molto sentito dalla Cittadinanza.

Saluto e ringrazio per la loro presenza sull’Isola tutti i Turisti ed i Visitatori che a vario titolo sono presenti, oltre che in Chiesa, anche ad Ustica.

Oggi è un giorno di Festa; è il giorno in cui l’intera Comunità si unisce per rendere omaggio al Santo Patrono della nostra Isola e lo fa, come sempre, con momenti religiosi e con momenti più sobri.

Però, malgrado la Festa, i nostri cuori sono tristi per alcune vicende accadute nella nostra piccola Comunità.

L’anno scorso ebbi a dirvi che il giorno di San Bartolo è il giorno della speranza e che è possibile costruire tutti insieme un’isola sempre migliore nella convinzione che tutti insieme, sostenendoci l’un l’altro, possiamo superare tutti gli ostacoli posti lungo il nostro cammino.

Non vi nascondo, però, la mia profonda preoccupazione per un malessere sociale che si registra, oggi, ed ogni giorno sempre di più.

Chi prima mi chiedeva di Ustica rispondevo che è come una “grande famiglia”, dove tutti ci conosciamo e tutti insieme ci sosteniamo l’un l’altro, in special modo nei momenti difficili che purtroppo nella nostra Comunità stanno diventando sempre più frequenti e non sempre comprensibili.

Ascoltando l’omelia di Padre Lorenzo di qualche giorno fa, oltre ai forti moniti, credo sia riuscito a risvegliare le nostre coscienze con una semplice domanda: PERCHE’ ?

E’ quel “ perché “ che io stesso da tempo mi ponevo ma che la quotidianità, purtroppo, aveva assopito e quell’omelia, invece, ha risvegliato quasi brutalmente.

Oggi, quindi, è urgente cercare delle risposte, non facili da trovare, a quell’apparente semplice  “perché ? “.

E le risposte dobbiamo trovarle tutti insieme e tutti insieme dobbiamo attuarle.

Cari Concittadini, mi scusino i Turisti e Visitatori presenti, delle mancate risposte al quel “perché ?” siamo tutti corresponsabili: l’Istituzione politica che non si è saputa porre in maniera seria il problema, l’istituzione scolastica sempre maggiormente condizionata, la “grande famiglia della Comunità” che via via si è sempre più chiusa nella “singola famiglia” e, negli anni, finanche la stessa Chiesa.

Ognuno di noi, nei ruoli diversi, siamo corresponsabili e dobbiamo intervenire ed anche subito.

Non c’è più tempo !

Dobbiamo cominciare dai nostri giovani e far capire loro che la strada che stanno percorrendo non è quella giusta, viste le disgrazie dell’ultimo decennio avvenute nella nostra piccola Comunità.

E, guardate, non è colpa dei giovani: se proprio cerchiamo responsabili, ritengo, che la responsabilità maggiore debba ricadere sulla mia generazione.

Però quello che dobbiamo cercare sono soluzioni a questo malessere generalizzato, non colpevoli.

Chi è della mia generazione ricorderà come per la propria famiglia ogni occasione era buona per fare “festa”: non si aspettavano le Feste comandate o la Festa di San Bartolo come oggi.

Si riunivano, parlavano, si confrontavano magari discutevano ma poi con una bella “mangiata” si riconciliavano.

E noi ragazzi dell’epoca, guai a non ascoltare i “consigli” dei nostri genitori, che con “la ragione”  o con  “l’imposizione familiare“ ci riconducevano nella retta via, e guai a non rispettare il rimprovero del conoscente perché tornado a casa avevamo anche l’altro rimprovero dei nostri genitori.

Oggi ai nostri figli abbiamo voluto dare di più, come giusto che fosse, quel di più però che ci è sfuggito di mano e che viene utilizzato nel modo sbagliato.

Quel di più, talvolta, che non possiamo neanche permetterci, a discapito di altri bisogni maggiori.

Oggi si sta confondendo il reale col virtuale; ci stiamo chiudendo in un egoismo familiare; si sta perdendo di vista il vero senso della Comunità, del bene comune e della “grande Famiglia”.

Oggi, i nostri figli – per fortuna non tutti – vivono questo malessere rifugiandosi nell’alcool, nella droga, nell’isolamento, nell’egoismo e purtroppo anche nel vandalismo.

E tutto ciò per cercare di dimostrare che si è qualcuno, che si è più bravo dell’altro, alla continua ricerca di un qualcosa che spesso esiste solo nel virtuale, salvo poi capire – e forse troppo tardi – che la buona realtà è diversa, sprofondando in uno stato depressivo, quasi sempre, senza ritorno.

Ed in tutto questo la mia generazione cercando di rincorrere i figli od il lavoro perde di vista anche gli anziani.

E quindi che fare?

A mio avviso occorre ricostituire la “grande famiglia usticese” cominciando dalla piccola famiglia, e chi vi parla sa bene cosa significa.

Occorre creare nuove possibilità lavorative a favore dei giovani per non demoralizzarli; occorre creare un centro per anziani con una duplice finalità: attività lavorativa per i giovani, appunto, e luogo di incontro per gli anziani per non farli cadere nella solitudine o addirittura sentirsi di peso per la propria famiglia.

Queste potrebbero essere delle risposte a quel pesante “ perché ? “, ma per tali o altre risposte occorre l’aiuto di tutti.

Chiunque di noi da solo non potrà farcela.

Mi scuso per simili argomentazioni proprio oggi, non voglio fare il moralista a nessuno: non ne sarei capace e non sono neanche la persona giusta per fare “morali” a qualcuno se non cominciando da me stesso.

Da Sindaco di questa Comunità, però, devo pormi e porvi la problematica  e vi dico, in un giorno di Festa quale è quella di oggi, che la vera festa la dobbiamo avere dentro ognuno di noi e come in tutte le feste non si è mai da soli.

Concludo rivolgendo un pensiero di affetto e vicinanza alle persone anziane, ai sofferenti ed un abbraccio a tutti i giovani di questa Comunità invitandoli alla riflessione, alla solidarietà.

Ringrazio tutti per l’incredibile lavoro profuso per l’organizzazione di questa Festività, in particolare Padre Lorenzo che con il suo “perché ?” mi ha dato l’opportunità affrontare questo argomento; ringrazio tutti quelli che spontaneamente hanno contribuito economicamente a sostegno di quanto è stato già organizzato.

Ed ancora ringrazio i concittadini di Ustica che ogni giorno, a vario titolo e modo, si prodigano per preservare le bellezze di Ustica; e non ultimo, ringrazio, i numerosi Visitatori che sono venuti sull’isola per condividere con noi questo momento speciale.

Grazie a tutti per la pazienza e l’attenzione mostrata nell’ascoltarmi, grazie per il Vostro supporto e amore per Ustica.

VIVA SAN BARTOLO.

IL SINDACO
Salvatore Militello

 

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