Ho più volte letto in questi giorni le considerazioni fatte da alcuni miei concittadini in merito all’accorata lettera pubblicata da Pietro, detto questo non vi nascondo che in uno spazio temporale relativamente breve ho ripercorso come in un film i radicali cambiamenti di quasi settant’anni di vita vissuta su questo piccolo lembo di terra in mezzo al mare, considero superfluo dichiarare che ogni singolo Usticese è legato in maniera viscerale allo “scoglio” gli interventi che mi hanno preceduto ne sono la prova, di questo ne sono sicuro.
Certamente stiamo attraversando uno dei momenti più complicati e difficili per la nostra comunità e questo ci addolora, appare chiaro da quanto si legge nei tanti commenti che bisogna porre un argine a una tendenza che lenta ma inesorabile sta portando la nostra isola e i suoi abitanti verso un futuro pieno di incertezze, si ha la netta sensazione di non riuscire a essere al passo con i tempi e dinamiche di un mondo che corre e muta con velocità impressionante, ne parlavo con Pietro l’inverno scorso in una discussione a casa sua e condividemmo le preoccupazioni.
Sinceramente penso che sarà difficile trovare in tempi brevi soluzioni ai tanti problemi che affliggono la nostra comunità, non voglio fare nessun elenco perchè già sono stati espressi da chi mi ha preceduto, cito solo i trasporti la vera spina nel fianco che ci sta mettendo in serie difficoltà.
Concludo dicendo che serve tanta buona volontà da parte di tutti a partire dalle Istituzioni che hanno l’onere di promuovere il benessere materiale, sociale, democratico e culturale di una comunità insieme alla società civile.
Giovanni Tranchina (Tacco)














