Il soggiornar sulla terra tua cinge all’istante il mio falso vacanziero, che se pur da tempo ha travagliato soave nella mia mente, qui si arrende senza indugi all’infinita felicità della mia anima.
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Sempre umidi saranno i tuoi focosi scogli, che per darmi un riparo sicuro cercheranno di frenare la foga delle onde ostili; sciagurati son quei venti lontani che, ululando di continuo, giungono a te con forze aliene e con fastidioso tedio irritano la mia mente.
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Arresti in un attimo la mia ira e persuaso sì io sarò ma diverso mai, è solo qui che le mie coscienze si arenano, poiché si nutrono soltanto di succosi frutti poetici o di sane narrative delicate, diventando per il mio ritiro una perfetta e onesta compagnia.
Pietro Fiorito














