Mentre a Roma il presidente di Confitarma Mario Zanetti celebra davanti al Presidente Mattarella i 125 anni dell’Associazione parlando di 225 miliardi di economia del mare, 1.100 navi e 60 per cento del commercio estero via nave, in Sicilia la storia di Tirrenia e Siremar, privatizzate proprio su spinta degli armatori privati, ha prodotto l‘opposto della concorrenza: un monopolio dove ai bandi non si presenta più nessuno.
Tirrenia e Siremar erano la stessa azienda. Siremar nasce nel 1975, legge 169, socio maggioritario Tirrenia e minoritari gli armatori siciliani. Gestiva tutte le isole minori siciliane: Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria. Dipendeva dal Gruppo Tirrenia.
Nel settembre 2010 Tirrenia e Siremar vengono messe in amministrazione straordinaria, commissario Giancarlo D Andrea. Parte la privatizzazione voluta anche da Confitarma.
L‘11 dicembre 2006 Confitarma, presidente Nicola Coccia, aveva detto no alla proroga della convenzione Stato Tirrenia, definendola un facile bersaglio a Bruxelles, e aveva chiesto una ATI di tutti gli operatori privati come unico interlocutore per la privatizzazione di Tirrenia e Siremar.
Prima gara luglio 2010 per Tirrenia: vince Mediterranea Holding. Offerta 25 milioni più 520 milioni di debiti.
Ottobre 2011 tocca a Siremar: viene ceduta a Compagnia delle Isole Spa, società partecipata al 30,33 per cento dalla Regione Siciliana e controllata da Mediterranea Holding dell’armatore napoletano Salvatore Lauro. Nell’accordo convenzioni statali per 55,6 milioni l’anno per 12 anni.
E proprio qui che Confitarma stessa prende le distanze. Nell’interrogazione Camera 4/08341 si legge che la partecipazione della Regione Siciliana nell’acquisizione di Tirrenia Siremar è stata ritenuta anomala da Confitarma e dall’intero cluster marittimo, che vede in questo una violazione delle regole di mercato e della concorrenza, con rischio di contenziosi comunitari.
Il TAR del Lazio ha dato ragione a Confitarma: nel 2012 e nel 2015, i giudici hanno annullato l’aggiudicazione di Siremar a Compagnia delle Isole perché basata su un illegittimo aiuto di Stato, consistente nel rilascio di una controgaranzia bancaria da parte della Regione Siciliana a Unicredit
A ricorrere è Società Navigazione Siciliana, SNS, costituita da Ustica Lines di Ettore Morace e Caronte and Tourist.
Il 24 marzo 2016 Ettore Morace annuncia che tramite SNS acquisirà Siremar insieme a Caronte and Tourist, operazione da 55,1 milioni di euro: Caronte si occupa dei traghetti, Liberty Lines degli aliscafi. Dal 12 aprile 2016 Siremar diventa Siremar Caronte and Tourist Isole Minori.
Risultato finale: Tirrenia finisce a CIN di Moby Onorato nel 2012, Siremar finisce a SNS Caronte nel 2016. Due privatizzazioni nate per aprire il mercato.
Oggi la convenzione ex Siremar, Rep. 32.593 del 2016, viene tagliata del 12 per cento e chiusa con sei mesi di anticipo, da aprile 2028 a ottobre 2027, per permettere la gara unica regionale da 1,45 miliardi, DDG 1029 del 2026, in consultazione fino al 9 novembre. I biglietti aumentano dell’84 per cento dal 2022 e del 18 per cento dal 10 settembre 2026.
La gara Lazio per Ponza e Ventotene, ex Caremar, 140 milioni a lotto unico, deserta tre volte. Elba, ex Toremar, un solo partecipante.
Sicilia, ex Siremar, se resta a lotto unico senza nave e aliscafo di riserva nominati, senza distinzione tra manutenzione programmata e avaria, senza premialità per mezzi nuovi, andrà deserta.
Resterà chi già c’è: Caronte e Liberty Lines.
Da monopolio pubblico Tirrenia Siremar a monopolio privato.
Per questo da Ustica, ex linea Siremar, parte l’invito ufficiale al Presidente Zanetti. Venga a Ustica a spiegare perché Tirrenia e Siremar, privatizzate per portare concorrenza come chiedeva Confitarma nel 2006, hanno portato in Sicilia un sistema dove nessuno partecipa ai bandi.
Ustica non chiede sussidi. Chiede mercato.
Pino Prestigiacomo














