Ustica, scuola dell’ifanzia, l’amorevole carezza della maestra


Ustica, Scuola dell’ifanzia, l’amorevole carezza della maestra

Ustica, scuola dell’infanzia, bambini giocano con lego


Ustica, scuola dell’infanzia, lego

Ustica, compleanno in casa Bertacci con Amici e compagni di scuola


Ustica compleanno con Amici e compagni di Scuola

Ustica recupera la sua autonomia: fine dei disagi per studenti e famiglie


Di redazione Orizontescuola

L’Istituto comprensivo “Saveria Profeta” di Ustica, unica scuola dell’isola, ha finalmente recuperato la sua autonomia.

Dopo tanti disagi per studenti, famiglie e docenti dal prossimo anno scolastico l’istituto riavrà un proprio Collegio Docenti, un Consiglio di Istituto e una dirigenza scolastica reggente. Organi e figure che potranno dare attenzione ai bisogni specifici di una comunità particolare come quella isolana.

“Un risultato positivo grazie all’impegno continuo e pressante del Dipartimento Scuola del Partito Democratico”, dichiara Lucia Bonaffino, responsabile dell’Area Scuola del PD provinciale di Palermo.

L’autonomia della scuola di Ustica era stata cancellata lo scorso anno (con decreto assessoriale n.217 del 10 marzo 2021), sulla base del basso numero di studenti. Così l’istituto Saveria Profeta (che al suo interno include scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I grado e liceo scientifico) è stato accorpato al Convitto Nazionale di Palermo. Una scelta che ha comportato non poche difficoltà per i 160 alunni e le loro famiglie.

Tra i principali disagi, l’assenza di personale di segreteria e di personale tecnico-informatico all’interno della scuola, fondamentale per assicurare la didattica digitale e a distanza in questi tempi di pandemia. Gli insegnanti dell’Istituto, inoltre, sono diventati una minoranza in seno al Collegio dei docenti del Convitto, vedendo quindi molto limitata la loro possibilità di progettare e attuare un piano formativo (PTOF – Piano triennale dell’offerta formativa) aderente alle reali esigenze degli alunni isolani.

Difficoltà che vanno ad aggiungersi ai disagi “cronici” vissuti dagli studenti di Ustica, legati ai ritardi nei collegamenti marittimi.

“L’anno scolastico in corso è stato, ed è tuttora, difficile – dichiara la professoressa Bonaffino – All’insegna della precarietà per la popolazione scolastica dell’isola e del disagio per le famiglie. Ai ritardi e alle cancellazioni di intere giornate di lezioni dovuti alle cattive condizioni meteomarine, si sono aggiunti quelli causati dalle rinunce agli incarichi da parte del personale docente proveniente dalla terraferma. Le allieve e gli allievi non hanno goduto di quei progetti che invece hanno contribuito altrove alla ripresa della scuola in presenza. Hanno visto così fortemente penalizzato il loro diritto allo studio e alle relazioni significative che solo la scuola, soprattutto in un territorio così particolare, può offrire”.

Dall’anno prossimo, invece, la scuola di Ustica recupererà la sua autonomia. “L’istituto riavrà un Collegio Docenti, un Consiglio di Istituto, una dirigenza scolastica reggente, che potranno dare un efficace contributo a correggere gli errori burocratici del passato e a garantire una vera ripresa e resilienza, possibili solo se c’è attenzione ai bisogni delle comunità, soprattutto di quelle più piccole, disagiate e marginali. Il Partito Democratico di Palermo Metropolitana – conclude Lucia Bonaffino – vigilerà sul rispetto del diritto allo studio delle alunne e degli alunni in tutte le comunità del territorio, siano esse montane, nelle borgate o sulle isole, in una continua e pressante interlocuzione per trovare un accordo tra ministero e Regioni per consentire efficaci ed efficienti servizi scolastici in tutti i territori”.

Fonte: Orizontescuola

 

Ustica diventa scuola autonoma, battuto il dimensionamento scolastico: un esempio nel quale vince la comunità educante


Ustica diventa scuola autonoma, battuto il dimensionamento scolastico: un esempio nel quale vince la comunità educante

Di Nobile Filippo  Orizonte Scuola.it

OMISSIS… 

Il caso Ustica finalmente trova soluzione

Ci eravamo occupati del caso della scuola di Ustica qualche mese fa con un articolo di Antonio Fundarò. Faceva presente che “la scuola di Ustica è da anni in uno stato di gravissima difficoltà dovuta all’assenza di personale di ruolo e ai gravi disagi che non rendono per nulla allettante la sede dell’isola. Ciò ha determinato pesanti lesioni del diritto allo studio (perdita di ore di didattica, assenza di continuità didattica e di ampliamento offerta formativa) più volte manifestate dall’utenza. Tali criticità vengono esasperate dall’accorpamento al Convitto Nazionale di Palermo con risvolti negativi anche sul funzionamento del Convitto stesso”.

Il Rettore Giannino: questi gli aspetti tecnico normativi che erano di evidente criticità

“Il Convitto Nazionale di Palermo – scriveva Antonio Fundarò – è guidato dal Dirigente Scolastico il Rettore Cettina Giannino a capo, da quest’anno, anche della scuola, nella sua complessa articolazione, di Ustica (dall’Infanzia, attraversando Primaria e Secondari di Primo grado, sino alla secondaria di secondo grado con una prima classe del Liceo Scientifico, solo 2 alunni, e 4 classi dell’Istituto Tecnico per il Turismo). Per non parlare delle pluriclassi, in tutti gli ordini di scuola, che di fatto, a regime, renderebbe più complessa la gestione della complessità della nuova organizzazione scolastica. Due scuole, il Convitto e e l’I.C. DI II Grado “Saveria Profeta di Ustica lontani più di trenta chilometri, il mare a separarli, e un organico incapace di colmare le tante deficienze determinate dalla impossibilità, talvolta di reperire docenti, causa costi eccessivamente elevati per il raggiungimento della sede, per l’alloggio e per tant’altro. Non ultimo l’organico dell’autonomia congiunto che, potrebbe, già da quest’anno determinare una diaspora del personale docente”.

Al centro gli alunni, le famiglie, i docenti, il personale ATA

Con la firma del Decreto si pone soluzione ad un problema di evidente criticità, scrive la preside professoressa Cettina Gianino. E continua “oggi non posso che esprimere, a nome mio e della Comunità educante del Convitto Nazionale e di Ustica, il sentimento di gratitudine per l’attenzione e la disponibilità che è stata riservata alle richieste di tutti i soggetti che della scuola sono interpreti. Ci pregiamo di aver assistito alla reazione costruttiva e al desiderio di aprirsi al dialogo con le Istituzioni, a cui entrambe le scuole fanno riferimento, dei docenti, del personale ATA, del personale educativo, delle famiglie e non per ultimi dei nostri studenti. Per loro in particolare, la conduzione di questo dialogo, speriamo rimanga tra le esperienze formative più interessanti come cittadini fruitori di diritti e doveri”.

Dimensionamenti che pesano sull’efficienza di una istituzione scolastica seria

“L’impegno del mio e del nostro lavoro congiunto nei confronti della comunità scolastica di Ustica non finirà e non verrà meno fino al 31 agosto, e non solo, questa esperienza pur con tutte le difficoltà che ha comportato giorno per giorno, che sono costate tempo e fatica, non verrà messa da parte, anzi, cercheremo di valorizzare questa parentesi di storia comune tra le due scuole per cercare di tirar fuori il meglio da questo anno scolastico, soprattutto per i nostri ragazzi” continua il DS Prof.ssa Cettina Giannino. “Con la stessa fiducia che abbiamo nel pensare che chi aveva progettato questo accorpamento, desiderava il meglio per le nostre scuole, crediamo che nel nostro futuro ci sarà chi ancora se ne prenderà CURA. Auguriamo alla comunità usticese di continuare il percorso in autonomia e di consolidare l’identità del suo territorio, noi speriamo di restare la scuola amica sull’isola maggiore su cui potranno sempre contare. Orgogliosi di questa collaborazione, rendiamo merito a tutti i nostri interlocutori e ringraziamo, confidando in future sinergie”.

Fonte: Orizonte Scuola.it

 

Riceviamo e pubblichiamo – Contagi nelle scuole, classi in DAD: +142% in una settimana. Aumento significativo anche per le classi in DDI. Le cifre


Di Andrea Carlino – Orizzonte scuola

Le classi in didattica a distanza aumentano in tutte le regioni: percentuali record in Liguria e Veneto, mentre Sicilia e Calabria sono sotto al 6%, ma comunque in aumento rispetto al periodo precedente.

Come si evince dell’interessante grafico realizzato dal ricercatore Vittorio Nicoletta su dati estratti da Francesco Branda, tutte le regioni sono con percentuali superiori al 10%, tranne due (Sicilia e Calabria). Fa sensazione l’aumento della Liguria con il 15% in più rispetto al periodo precedente. E la Campania di De Luca? Dal 4,9% al 10,4%. Boom anche in Campania: si passa dal 8,2% al 19,3%, anche le Marche non scherzano: dal 6,8% al 18.9%.

In una sola settimana, dunque, si è passata da oltre 20mila classi in dad a quasi 50mila (dal 6,6% al 15,5%) con un aumento addirittura del 142% in soli 7 giorni. Numeri davvero preoccupanti che devono fare riflettere i politici.

Non è finita qui, però, perché se sommiamo anche il dato della didattica digitale integrata (DDI), i numeri sono ancora più gravi: in didattica digitale integrata alle scuole medie e alle superiori, nel dato del 84,5% in presenza, occorre scorporare il 15,3% in DDI (cioè alcuni alunni in presenza, altri in Dad). In Sicilia questo dato arriva al 16,9%, mentre la Calabria è l’unica sotto il 10%.

DDI o DAD, le differenze

Per chi non lo sapesse, la DDI o Didattica Digitale Integrata è tale perché integra la didattica digitale a quella in presenza, mentre la DAD o Didattica Digitale a Distanza è esclusivamente assolta sulle piattaforme digitali. Insomma, la DAD può essere una componente della DDI, ma non si sovrappone ad essa.

Crescono i contagi nelle scuole, lo dice l’Iss. Pacifico (Anief): gravi rischi per studenti, famiglie e personale, passiamo alla dad

Di redazione Orizzontescuola

Il Governo è servito: come sostiene Anief da settimane, con la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia è salita la percentuale dei contagi tra gli studenti.

Lo dice l’Istituto superiore di sanità, secondo cui nell’ultima settimana la percentuale dei cittadini tra 0 e 19 anni infettati dal coronavirus è passata dal 20 al 24% delle nuove diagnosi: un incremento che per l’Iss non può non essere collegato alla “riapertura delle scuole”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “se un ragazzo su quattro è positivo, nonostante l’85% nella secondaria sia vaccinato e se soltanto in una sola classe su sette si fa lezione a distanza, è evidente che le scuole non sono sicure con le nuove regole. Con le classi rimaste stracolme di alunni e gli spazi inalterati, senza ricambi d’aria automatizzati, con 8mila istituti costretti a fare lezione con le finestre aperte, le scuole sono oramai diventate quasi dei focolai del virus, con gravi rischi di salute per gli studenti, le loro famiglie, e il personale. E stiamo sempre aspettando le mascherine Ffp2 per tutti. La verità è che bisogna andare subito in dad e procedere con il tracciamento serio a tappeto per tutti coloro che transitano nelle scuole”, conclude il sindacalista Anief.

Indennità di sede per i docenti delle scuole delle piccole isole, 9 milioni in 3 anni: approvato emendamento a Legge di Bilancio


Di redazione Orizontescuola.it

“È un grande risultato l’approvazione in Commissione Bilancio al Senato dell’emendamento che stanzia 9 milioni di euro fino al 2024 per l’indennità di sede disagiata a favore di tutti i docenti le scuole delle piccole isole. Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto, che arriva dopo mesi d’impegno e dopo l’approvazione poche settimane fa di una specifica risoluzione della Commissione Cultura”.

Così Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera. “Tre milioni di euro l’anno serviranno a scongiurare vicende inaccettabili come quella che si è verificata quest’anno ad Ustica, dove fino a metà ottobre i cancelli della scuola per l’infanzia di sono rimasti chiusi”.

Occorreva un forte incentivo per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti e per preservare le comunità locali. Ora c’è. Ringrazio i colleghi del Senato” conclude Vittoria Casa

Il caso di Ustica

Un caso, quello di Ustica, di cui la stessa Presidente della commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera si era interessata, perché fino a metà ottobre la scuola per l’infanzia era ancora chiusa perché mancavano gli insegnanti.

Trattandosi di una sede disagiata infatti gli insegnanti preferiscono di solito scegliere sedi più confortevoli dal punto di vista della raggiungibilità. L’indennità di sede disagiata potrà dunque diventare un incentivo per rendere la sede scolastica in piccola isola alla pari di altre.

La legge di Bilancio arriverà alla Camera il 27 dicembre. Solo in quell’occasione sapremo se questo emendamento confluirà nel testo finale e potrà diventare realtà dall’anno scolastico 2022/22.

Pensione anticipata precoce con 41 anni di contributi anche per insegnanti scuola primaria: emendamento Legge di Bilancio


Emendamento 25.0.2 al DDL n. 2448, Legge di Bilancio 2022: permetterà, se approvato, anche agli insegnanti di scuola primaria, di accedere dal 01/09/2022 alla pensione anticipata precoce con 41 anni al 31/12/2022 e non con 41 anni e 10 mesi se donna oppure con 42 anni e 10 mesi se uomo.

Nella allegata scheda del Prof. Renzo Boninsegna viene commentato il citato emendamento che può interessare insegnanti di scuola primaria che hanno conseguito il

diploma di Istituto Magistrale a 18 anni di età e subito hanno iniziato a lavorare maturando prima del 19° anno di età almeno 12 mesi di lavoro.

Fonte: Orizzontescuola.it Redazione

Si ha diritto al risarcimento danni se si lavora lontano da casa e si patisce dello stress?

Di Avv. Marco Barone

Il caso trattato dalla Cassazione Civile con ordinanza Num. 33390/2021 riguarda un contenzioso avente per oggetto la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale subito a seguito, da parte di un docente, dell’originaria esclusione dalla sessione riservata per la abilitazione all’insegnamento nella scuola superiore— la cui illegittimità era stata accertata da giudicato amministrativo— e dal conseguente ritardo nel passaggio dall’insegnamento nella scuola media a quello nella scuola superiore.

Il fatto

Nel caso in questione con la sentenza di primo grado veniva negata la domanda di risarcimento delle spese di viaggio sostenute dal docente per recarsi presso gli Istituti della scuola secondaria inferiore cui era stato assegnato negli anni in cui aveva diritto al passaggio di ruolo. Cosa che veniva confermata anche dalla Corte d’Appello. Corte che invece riconosceva il risarcimento del danno biologico, in adesione alla conclusioni del consulente tecnico d’ufficio secondo il quale l’attività lavorativa come svolta aveva avuto incidenza stressogena ed era stata quantomeno concausa efficiente del peggioramento delle condizioni di salute che interessavano il docente, non solo per la necessità degli spostamenti geografici ma anche per il disagio psichico derivante dalla consapevolezza che ciò derivava dalla violazione di un proprio diritto.

Il diritto al risarcimento del danno nel caso di stress per aver lavorato distante dal proprio domicilio

Afferma la Cassazione nella sua ordinanza che il giudice del merito ha ritenuto che il danno biologico derivasse dallo stress fisico e dal disordine alimentare cui il docente era stato sottoposto nello svolgimento della docenza presso Istituti scolastici distanti dal proprio domicilio; anche il disagio psichico viene posto in relazione alla consapevolezza del docente che la trasferta sarebbe stata evitata in caso di tempestiva immissione nel ruolo della scuola superiore. Però, rileva la Cassazione, che per affermare una responsabilità risarcitoria della amministrazione era tuttavia necessario non solo l’accertamento dell’illecito— la ritardata immissione nel ruolo della scuola superiore— ma anche del rapporto di causalità tra la condotta illecita ed il danno. Occorreva cioè verificare se il docente in caso di tempestiva immissione nel ruolo della scuola superiore sarebbe stato effettivamente assegnato ad Istituti scolastici più prossimi al suo domicilio, sussistendo soltanto in questo caso il rapporto di causalità.

Fonte: orizontescuola.it

La favola scientifica “Usticino” dedicata ai bambini della Scuola Elementare


Chi di noi, almeno per una volta, non si è trovato a dire “Ah!, potessero parlare quelle pietre” o “quegli alberi” o “quelle statue”. Nella realtà, lo sappiamo bene, ciò è possibile solo nell’immaginazione. Ed è proprio facendo ricorso alla fantasia che Franco Foresta Martin e Patrizia Polizzi, geologi di formazione, propongono una favola scritta apposta per i bambini di Ustica, una via di mezzo tra il dilettevole e l’utile, un gioco scientifico in cui ciò che in natura è inanimato per eccellenza, ossia le pietre, incredibilmente si animano e raccontano…Che cosa raccontano? Lo chiediamo al primo autore dell’originale favoletta.

Franco, abituati a leggere i tuoi articoli scientifici e divulgativi ora, in una diversa forma, vediamo nascere una tua nuova “fatica”, condivisa con una collega geologa.

Abbiamo voluto concepire la prima favola scientifica per bambini dedicata espressamente alla geologia e alla vulcanologia della nostra piccola ma straordinaria isola. Il titolo rivela subito l’identità e il ruolo del personaggio-chiave della storia: “Usticino. Un ciottolo racconta la storia geologica di Ustica”.

Come ogni pubblicazione, anche questa nasce da un progetto. Quale in questo caso?

Le favole, si sa, sono il primo approccio dei piccoli al mondo della lettura ed è per questo motivo che abbiamo voluto trasmettere le prime nozioni  di Scienze della Terra attraverso una favola in cui le pietre, testimoni del lungo passato geologico, assumono sembianze quasi umane e cominciano a parlare. Questa metamorfosi che, a prima vista, potrebbe sembrare un parto della fantasia, in realtà per noi geologi assume il senso di metafora. Perchè, di fatto, nei laboratori, con l’aiuto della tecnologia, noi siamo in grado di compiere un prodigio, nel senso che facciamo effettivamente parlare le pietre: infatti le sottoponiamo ad analisi che rivelano la travagliata vicenda della loro nascita e delle loro lente trasformazioni. Dunque questa favola si basa su un lavoro di fantasia ma anche di comunicazione scientifica, che ho avuto la fortuna di sviluppare assieme a un’entusiasta collega geologa come Patrizia Polizzi.

Com’è evidente, in “Usticino” c’è l’utile e il dilettevole: l’istruzione e il divertimento.

E’ così. Noi due autori abbiamo dedicato la favola scientifica ai bambini delle scuole elementari, con l’intento di accendere precocemente la loro passione per la natura e il rispetto per il pianeta Terrra. “Usticino” è un racconto scientifico in cui le rocce di Ustica si animano, diventando personaggi che raccontano la storia della nascita e dell’evoluzione dell’isola di natura vulcanica, oggi del tutto inattiva, che mette in bella mostra crateri, cuscini di lava, depositi di tufi, ceneri e lapilli, esplorabili in totale sicurezza. Si tratta di un espediente, ci auguriamo divertente e istruttivo, attraverso cui bambini e ragazzi possono apprendere come si forma e cresce un monte vulcanico sottomarino, fino ad emergere dal mare e diventare un’isola piccola ma ricca di testimonianze geologiche e vulcanologiche, tanto da essere definita dagli studiosi “Un museo di Scienze della Terra a cielo aperto”.

Il sasso arrotondato di nome Usticino, protagonista della favola, a suo modo, è un piccolo Cicerone. Giusto?

Ben detto. Nella favola, magistralmente illustrata da Fiammetta Foresta Martin, che ha dato un volto fantasioso alle rocce di Ustica, il protagonista principale è Usticino, un sasso di lava arrotondato dalle onde del mare spettatore della formazione geologica dell’isola. Ma Usticino non è solo. Da buon padrone di casa, egli introduce la storia e presenta tutti gli altri personaggi-rocce che sono i co-protagonisti della favola: Lavino, Cuscì, Pomicina, Cipollino, Tufetto e Tufina, ognuno dei quali racconta un capitolo avvincente della storia naturale di Ustica. Insomma, un racconto corale, che si articola in una successione di storie ricche di colpi di scena, scritte con l’intento di stimolare la fantasia e l’innata creatività dei bambini.

Franco, una tua riflessione conclusiva sul tempo che ami dedicare alla divulgazione per i giovanissimi.

Svolgiamo da anni attività di divulgazione scientifica, quindi conosciamo bene le domande e le curiosità dei piccoli. Il libro è concepito con l’intento di anticipare alcune domande e fornire, sia pure in chiave favolistica, risposte corrette sotto il profilo scientifico. Non è un caso che la consegna della favola ai bambini della scuola elementare di Ustica sia stata preceduta da una lunga escursione che abbiamo fatto, assieme alle insegnanti, lungo i sentieri del Boschetto, per fare la conoscenza diretta dei vari tipi di roccia presenti nell’affascinante e vario paesaggio usticese.

In chiusura ringrazio Franco Foresta Martin al quale, è scontato, arriderà un ennesimo successo letterario che naturalmente condividerà con la co-autrice Patrizia Polizzi e con la illustratrice Fiammetta Foresta Martin.

Informo infine che il libro “Usticino” sarà donato in omaggio a tutti i bambini e agli insegnanti della scuola elementare dell’isola di Ustica dall’Editore Villaggio Letterario/Collana ScuolArt.

Mario Oddo – odmar@libero.it

 

In Sicilia la regione finanzia progetti a sostegno delle scuole delle isole minori


In Sicilia la regione finanzia progetti a sostegno delle scuole delle isole minori Ustica e gli altri territori insulari intorno alla Sicilia hanno grandi potenzialità ma soffrono l’isolamento. Per rimediare la regione ha stanziato fondi per progetti relativi alla scuola.

di Raffaele Terzoni

La Sicilia, la maggiore regione italiana per estensione, è un’isola circondata da molte altre isole più piccole. Mete turistiche di alto livello, queste località minori soffrono da tempo di piccoli problemi di isolamento dovuto alla collocazione geografica. Per ovviare alle scomodità, da tempo si cerca di ottimizzare i servizi nelle isole, tra cui l’educazione scolastica con decine di progetti più o meno onerosi.

Il governo regionale di Musumeci ha stanziato fondi per il potenziamento di alcuni plessi scolastici negli istituti delle isole minori, tra cui il distaccamento di Ustica facente capo al Convitto Nazionale Giovanni Falcone. Tra i progetti che verranno finanziati ci sono quelli relativi a seminari, laboratori, docenze, gite didattiche, gemellaggi e tutoraggio. La spesa massima per il singolo progetto è di 20.000 Euro e le attività relative dovranno concludersi entro il 31 agosto 2022. La scadenza per presentare le domande di partecipazione è l’8 novembre 2021.

Ustica, comune di milletrecento abitanti che coincide con l’omonima isola di 8 chilometri quadrati, si trova nel Mar Mediterraneo a nord della Sicilia. Nelle scorse settimane la mancata riapertura del distaccamento scolastico dell’isola aveva scatenato le proteste di associazioni, rappresentanti di partito e società civile. I problemi di Ustica sono gli stessi di quella delle altre isole minori siciliane come le Eolie, le Lipari, Lampedusa e Pantelleria. Ci sono grandi potenzialità ma anche difficoltà dovute all’isolamento; alla politica e alle istituzioni spetta il compito di farvi fronte avvalendosi delle moderne tecnologie.

Fonte: Corriere dell’economia

 

Piccole isole in crisi: autonomia speciale alle scuole e azzerare i costi di vitto e alloggio per il personale. Le proposte in una lettera al ministro Bianchi

Da Orizzonte Scuola
Di Antonio Fundarò

Due sono le procedure che, in questi anni, per ridimensionare la spesa pubblica (in questo senso importante, auspicabile e da perseguire) hanno costretto, talvolta senza appello, le scuole a subire un dimensionamento da parte degli uffici preposti e, in special modo, proprio dalle Regioni competenti per territorio.

Necessario, dicevamo prima, e indispensabili. Talvolta, si assisteva al perdurare immotivato di duplicazioni di istituzioni scolastiche con un dispendio eccessivo di risorse e, peggio ancora, di denaro pubblico. Transeat in tutti questi casi ma, in taluni casi però, come quello di Ustica sulle prime pagine in questi ultimi giorni, una modificazione della normativa vigente potrebbe agevolare competenti direttori generali nella gestione di casi limiti non previsti nell’eccessiva generalità e astrattezza della norma che, per carità, deve esserlo non dimenticando la realtà di isole piccole e comunità montane troppo lontane dai primi importanti centri abitati o dalla terra ferma come nel caso, per fare un esempio, dell’isola di Ustica, in provincia di Palermo, in questi mesi al centro dell’attenzione mediatica nonostante i tanti interventi efficaci e veloci sia dell’Ambito Territoriale che dell’Ufficio Scolastico Regionale diretto brillantemente dal dott. Stefano Suraniti. Ma prima di analizzare il caso e le proposte, non ultimo la visita della senatrice Loredana Russo (per parlare di organico) vediamo cosa intendiamo per dimensionamento.

Il dimensionamento e le verticalizzazioni

Le due procedure, come scrive in “Dimensionamento e Continue reading “Piccole isole in crisi: autonomia speciale alle scuole e azzerare i costi di vitto e alloggio per il personale. Le proposte in una lettera al ministro Bianchi”

Disservizi alla scuola di Ustica dopo l’accorpamento con il Convitto, Schillaci (M5S): “L’Ars si occupi della vicenda”

Da SiciliaNews

“Si deve fare presto per trovare una soluzione che porti immediatamente i ragazzi in classe”

È inconcepibile che gli alunni di Ustica si vedano negare il sacrosanto diritto allo studio a causa della mancanza di personale generato dall’accorpamento della scuola dell’isola col Convitto di Palermo. Della questione si occupi l’Ars”.

Lo afferma la deputata M5S all’Ars Roberta Schillaci che ha chiesto al presidente della V commissione di palazzo dei Normanni di convocare un’audizione sulla vicenda alla presenza dell’assessore regionale all’istruzione, Lagalla, del dirigente generale del dipartimento regionale dell’istruzione, Valenti, del direttore dell’ufficio scolastico regionale Suraniti, della preside del Convitto, Giannino e dei sindacati.

“Apprendiamo con soddisfazione – dice la deputata – dell’annunciata interlocuzione dell’assessore Lagalla con l’ufficio scolastico regionale, si deve comunque fare presto per trovare una soluzione che porti immediatamente i ragazzi in classe”.

Fonte: SiciliaNews

 

Scuola ad Ustica, “Subito copertura cattedre e inaugurazione della materna”


Da BlogSicilia.it

“Abbiamo avviato una interlocuzione con l’Ufficio scolastico regionale per avviare subito azioni, anche di natura derogatoria, per procedere alla copertura delle cattedre scoperte e garantire il diritto allo studio degli alunni residenti a Ustica. Il completamento dell’organico consentirà l’inaugurazione della nuova scuola materna, finanziato con fondi della Regione Siciliana”, così dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla, dopo aver incontrato la preside del Convitto, Concetta Giannino e il sindaco di Ustica, Salvatore Militello.

“Situazione annosa sulla difficoltà di assegnare cattedre nell’isola”

“Quella del mancato completamento dell’organico, più che di una circostanza derivante dall’accorpamento con il Convitto di Palermo, decisione adottata nella logica di potere assicurare la continuità degli studi, eventualmente in sede convittuale al di fuori dell’Isola, si tratta, purtroppo, di una questione annosa che riguarda le difficoltà nell’assegnazione delle cattedre dei docenti e del personale scolastico disposto a spostarsi nell’Isola”, spiega Lagalla.

Assessorato al lavoro su bando dedicato alle isole minori

Con l’ultima legge finanziaria, la Regione Siciliana ha già raddoppiato il contributo per le spese di funzionamento degli istituti scolastici, autorizzando anche il rimborso per costi legati allo spostamento dei docenti presso altri comuni. Inoltre, l’assessorato all’Istruzione sta lavorando ad un bando dedicato alle Isole minori e finalizzato a disporre somme da destinare al potenziamento dell’organico e all’avvio di attività laboratoriali extracurriculari, per garantire la continuità e il potenziamento delle attività didattiche degli alunni isolani.

Oggi, l’assessore Lagalla ha, inoltre, incontrato il sindaco di Carini e la dirigente dell’istituto Guttuso, Valeria La Paglia, a proposito di alcune criticità strutturali riscontrate nell’edificio scolastico.

Il Comune si è impegnato, nei prossimi due mesi, ad avviare il completamento dei lavori di riqualificazione del plesso scolastico. Inoltre, a seguito di alcune difficoltà rappresentate dai genitori di alunni disabili, la dirigente scolastica dichiara che provvederà a concordare con le famiglie una maggiore flessibilità dell’orario scolastico, compatibile con lo svolgimento delle attività didattiche e le sedute di riabilitazione.

In arrivo in Sicilia oltre 4.200 insegnanti

Sono 4.212 gli insegnanti che saranno assunti per l’anno scolastico in corso. Lo stabilisce il dpr inerente le disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale docente per l’anno scolastico 2021/22 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Questo consente l’assunzione di 112.473 docenti in tutta Italia destinati alle oltre 8mila scuole del territorio nazionale.

Fonte: BlogSicilia.it

Ustica 1943 – Compagni di scuola


Ustica 1943 – Compagni di scuola

Ustica, protesta per una buona scuola


Ustica. protesta per una buona scuola

Aforisma, Citazione Proverbio… del giorno


Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione.

He who opens a school door, closes a prison.

(Victor Hugo)

 

Ustica, Scuola elementare e primaria


Ustica scuola, proviamo a ricominciare!…